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Le immagini dell’acqua alta a Venezia… ad agosto | VIDEO

L’acqua alta ad agosto è un fenomeno insolito a Venezia: è successo soltanto 5 volte. Picchi fino a 100 centimetri hanno sorpreso i turisti in Piazza San Marco

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L’acqua alta a Venezia in agosto è un fenomeno raro, che si è verificato soltanto 5 volte nella storia. L’ultima durante questo weekend, con la fase tra le 21.30 e le 22.30 di ieri in cui il livello dell’acqua è via via aumentato in Piazza San Marco a Venezia. In zona erano presenti diversi turisti che non hanno perso l’occasione di immortalare questo evento tanto raro quanto inatteso. L’evento – tipico dei cambi di stagione, autunno e primavera – ha interessato fino all’8% della viabilità pedonale ed è stato particolarmente accentuato nelle parti più basse della città, con un livello intorno ai 100 centimetri. Quota che non ha richiesto l’attivazione del Mose, il meccanismo entrato spesso in funzione negli ultimi anni per tenere in salvo la città, in particolare durante la crisi nel mese di dicembre 2020. Il Centro funzionale della Protezione civile del Veneto ha emesso un nuovo bollettino per decretare lo stato di attenzione nei bacini idrografici del Veneto, complice la piena del fiume Adige.

Lavori in ritardo nella Basilica di San Marco

La Basilica di San Marco resta indifesa, dopo i danneggiamenti dell’ottobre 2018. “Per quest’anno credo che sia impossibile realizzare le barriere, anche se ciò avvenisse con l’affidamento diretto. Ci sono i vetri da ordinare, poi i lavori per installarli, neanche con tre turni di 8 ore si riuscirebbe a ultimare il cantiere per l’autunno”, ha dichiarato al Fatto quotidiano l’architetto Mario Piana, proto di San Marco.

Il Mose “sommerso” di debiti

Intanto, il Mose rischia di non essere operativo in vista dell’autunno, periodo in cui l’acqua raggiunge i picchi più alti. Secondo quanto riporta La Stampa, il Consorzio Venezia Nuova ha accumulato 280 milioni di debiti di cui 120 verso il Provveditorato alle opere pubbliche del Triveneto. “Le imprese non sono disposte a lavorare – si legge – se non si saldano prima i debiti pregressi”.