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I 2mila euro a testa che il M5S chiede ai suoi parlamentari

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Duemila euro a testa. E’ la cifra che il MoVimento 5 Stelle chiede ai suoi parlamentari per la campagna elettorale delle elezioni europee. Per un totale di 625mila euro da versare su un conto corrente intestato a un’associazione, la Rousseau, con sede a Milano, Via Gerolamo Morone numero 6, uffici storici della Casaleggio Associati.

I 2mila euro a testa che il M5S chiede ai suoi parlamentari

Sono soldi che arriveranno sotto forma di «contributo» o di «donazione». Una procedura molto simile a quella usata per rimpolpare le casse dell’Associazione Rousseau, con gli eletti di Camera e Senato che sborsano 300 euro al mese «per il mantenimento della piattaforma». Il tutto all’indirizzo milanese caro al figlio del fondatore, centrale operativa di Rousseau e adesso sede del «comitato elettorale del Movimento 5 Stelle per le elezioni europee 2019».

Come riportato dall’AdnKronos, tra i «portavoce» di Montecitorio e Palazzo Madama c’è già chi l’ha soprannominata «eurotassa». Ma non si tratta di qualche balzello partorito nei Palazzi di Bruxelles, bensì dell’ennesimo dei doveri dei parlamentari nei confronti della casa madre in vista del prossimo appuntamento elettorale.

Spiega oggi il Giornale che le voci più vicine al capo politico Luigi Di Maio tendono a smorzare le polemiche, spiegando che «è un normale contributo per la campagna elettorale, nulla di strano» mentre, al contrario, i mugugni dei peones sono sempre più insistenti.

I parlamentari arrabbiati con Rousseau

La richiesta di dazione arriva  mentre gli eurodeputati uscenti, tutti ricandidati, hanno contribuito alle donazioni per le europee. Si tratta di Laura Agea (che ha versato 3mila euro), Tiziana Beghin (3mila euro), Fabio Massimo Castaldo (4mila euro), Rosa D’Amato (4mila euro), Laura Ferrara (5mila euro), Dario Tamburrano (5mila euro) e Marco Zullo (6mila euro). E continua il battage attraverso i canali social del Movimento per il fundraising tra attivisti e simpatizzanti. Da 20 euro in su per «continuare per cambiare, anche in Europa», come da slogan.

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