Politica

Come Zingaretti è rimasto il solo nel PD a chiedere il voto

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Succede che ti eleggano segretario del Partito Democratico mentre i tuoi antagonisti ripetano in giro che vuoi fare l’accordo con i grillini e snaturare la linea del partito. E succede che poi tutti i tuoi antagonisti, ma anche i tuoi alleati, ti lascino a gridare “Al voto! Al voto!” mentre Matteo Renzi rilascia un’intervista al Corriere della Sera per chiedere il governo istituzionale che vari anche il taglio dei parlamentari grillino e la tua ex antagonista in Regione Roberta Lombardi si dica fondamentalmente d’accordo con lui.

E così Nicola Zingaretti è rimasto solo. La proposta di Renzi è un capovolgimento di prospettiva dentro il Pd: l’ex segretario si ritrova sulla stessa linea politica di confronto con i grillini sostenuta da Dario Franceschini, secondo il quale era la strada segnata se si voleva disarticolare la maggioranza gialloverde. E questo nonostante, come ricorda oggi Giovanna Casadio su Repubblica, al Nazareno, la sede del Pd, ricordino che solo due settimane fa una direzione del partito ha votato un ordine del giorno presentato da Carlo Calenda, con il pressing dei renziani, per sbarrare le porte a qualsiasi dialogo con i 5Stelle. Citano l’hashtag “senzadime” che i renziani hanno rilanciato su Twitter ogni volta che si è parlato del confronto con i grillini.

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Le correnti del PD (Corriere della Sera, 11 agosto 2019)

E quindi ricapitolando Renzi vuole il governo con il M5S e tutti i renziani si adegueranno a breve, Dario Franceschini vuole il governo con il M5S e la sua corrente è pronta da un pezzo, gli altri vanno in ordine sparso ma il problema della rielezione è ben presente tutti. A questo punto a Nicola non rimane che twittare: #senzadime.

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