Opinioni

E Wanda Nara si vanta del libro di Icardi che deve essere ritirato

Wanda Nara ha delle doti che si notano a prima vista e che nessuno potrebbe mai e poi mai negarle. Tra queste però non sembra esserci la lungimiranza. Ieri sera infatti la moglie di Mauro Icardi, che ha dovuto promettere agli ultras di far ritirare le copie della sua autobiografia “Sempre avanti”, su Instagram si vantava allegramente del fatto che il libro è secondo su Amazon Bestseller nelle vendite dopo Harry Potter. E sembra curioso che la Nara si vanti di un prodotto che il marito ha riconosciuto come difettoso visto che si è impegnato a farlo ritirare ed emendare (del famigerato ormai episodio del bimbo e dell’ultrà).
wanda nara mauro icardi
Ma c’è di più. Ieri, parlando con “90 minutos Fox”, sempre la Nara ha cercato di minimizzare l’accaduto sostenendo che «Il problema con Mauro è stato risolto. C’è stato un malinteso con la traduzione, la verità è che la gente vuole sempre di più. Appena è uscito il libro lui ha subito proposto di chiarire la parte che riguardava i tifosi». Insomma, è colpa del traduttore se Icardi ha parlato per pagine e pagine di un episodio che a quanto pare è inventato:

“I tifosi iniziano a urlare: ci chiamano sotto la curva. Trovo il coraggio di affrontarli, insieme a Guarìn. Mentre mi avvicino mi arrivano insulti e grida di ogni genere. Attaccato alla rete c’è un bambino che mi chiama: vuole la mia maglia. Per l’età che ha potrebbe essere mio figlio: mi tolgo la maglietta e i pantaloncini e glieli lancio, come regalo. È al settimo cielo e io sono contento di averlo visto felice”.
Ed è proprio lì che scoppia il caso: “Un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: “Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Credi di essere forte?”. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”.
La dirigenza, racconta sempre Icardi, lo convince a un secondo confronto, ma la situazione non si placa e anzi l’attaccante rincara la dose. “Nessuno prima di me aveva mai trovato il coraggio di affrontare in modo così diretto la tifoseria, anzi i capi storici della tifoseria. Nello spogliatoio vengo acclamato come idolo”.

Traduttore, traditore insomma.

Leggi sull’argomento: Mauro Icardi, sul libro vincono i tifosi