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Il giallo del cancro alla tiroide di Putin (e tutte le malattie a lui attribuite)

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È più o meno dal giorno dell’invasione russa in Ucraina che si susseguono voci sullo stato di salute di Vladimir Putin: l’ultima lo vedrebbe ammalato di un “cancro alla tiroide”, stando a un’inchiesta del collettivo giornalistico indipendente russo Proekt, per il quale lavorano cronisti e fact-checkers che preferiscono restare anonimi. Nell’ultimo articolo pubblicato viene mostrato “l’elenco dei medici che accompagnano il presidente nei suoi viaggi”: tra questi Alexei Shcheglov, Yaroslav Protasenko e Yevgeny Selivanov, che lo avrebbero tenuto sotto osservazione per “alcuni problemi alla schiena”, ai quali si aggiunge “uno specialista in cancro alla tiroide” che avrebbe incontrato 35 volte il presidente della Federazione russa negli ultimi tempi nella sua residenza di Sochi. Si tratta del medico endocrinologo del Central Clinical Hospital di Mosca, Selivanov.

Il giallo del cancro alla tiroide di Putin

Lo stato di salute di Putin resta però un dato da tenere nascosto per il Cremlino, che già diversi anni fa aveva occultato gli effetti su Putin di una caduta da cavallo. Il portavoce ufficiale di Mosca Dmitry Peskov ha smentito la ricostruzione di Proekt, che come ulteriore prova ha pubblicato un elenco di occasioni in cui Putin ha rinunciato a viaggi di lavoro, incontri o commemorazioni. Nel novembre 2016, ad esempio, si era ritirato nella sua abitazione e aveva evitato uscite pubbliche mentre negli stessi giorni riceveva le visite di un gruppo di neurochirurghi e rianimatori, guidati da Oleg Myshkin. Una tesi, quella del cancro alla tiroide, che trova conferma nei rapporti degli 007 occidentali del gruppo “Five Eye” — Usa, Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda e Australia, che avevano annotato “uno strano pallore e un gonfiore sospetto, soprattutto del collo e del viso”, probabilmente legati all’assunzione di farmaci o per una patologia grave che richiedeva l’utilizzo di steroidi.

Le altre malattie attribuite a Putin

Altre ipotesi avanzate sullo stato di salute di Putin sono relative alla positività al Covid-19 avvenuta durante la seconda ondata di pandemia (con gli effetti del Long Covid, “nebbia cognitiva” in primis, che si sarebbero prolungati), ma anche al cancro all’intestino. I farmaci, inoltre, influirebbero anche sulla sua psiche, rendendolo più propenso ad avere scatti di ira: una fonte anonima aveva riferito al Mail di “un cambiamento nel suo processo decisionale negli ultimi cinque anni circa”.