Economia

L'accordo tra Grecia ed UE: chi ha vinto e chi ha perso

Un microscopico passo avanti, ma pur sempre un passo avanti. I punti essenziali dell’accordo raggiunto tra Eurogruppo e Grecia prevedono la sanzione “inequivoca” dell’impegno al pagamento di tutto il debito (fatto mai messo in dubbio, a dire il vero), l’estensione dell’attuale programma di finanziamenti per altri 4 mesi, l’impegno greco a evitare misure unilaterali sulle riforme già adottate e l’impegno comune alla stesura entro lunedì di un “elenco condiviso” di riforme da adottare, tra le quali “lotta alla corruzione e all’evasione fiscale”. I rigoristi ottengono la rinuncia per ora a nuovi margini di flessibilità (concedendo una migliore implementazione degli spazi di flessibilità già accordati) e soprattutto la conferma gli impegni di novembre 2012 sull’avanzo primario. La Grecia ottiene finanza per le esauste casse statali per altri quattro mesi e un “possibile aggiornamento dell’accordo esistente”.
 
CHI HA VINTO E CHI HA PERSO TRA GRECIA E UE
L’intesa viaggia su quattro punti: estensione dell’attuale programma di aiuti per 4 mesi, completamento con successo della valutazione delle misure (richieste dal Memorandum) prima del nuovo esborso di aiuti, elenco riforme entro lunedì e rispetto degli impegni presi. In pratica la Grecia si è impegnata, una volta concordate le misure, ad astenersi dal ritirarle o modificarle unilateralmente se queste hanno un impatto sul bilancio. Ma, ad esempio, i fondi a disposizione del fondo ellenico di sostegno al comparto bancario (Esfs) potranno essere “utilizzati solo per ricapitalizzazioni bancarie” di istituti e saranno rilasciati “solo su richiesta della Bce o della Ssm”, secondo quanto si specifica nel documento pubblicato alla fine dell’Eurogruppo. Atene chiedeva di poter utilizzare quei fondi per scopi più generali di finanziamento ma l’Eurogruppo ha insistito per conservare come unico utilizzo quello delle ricapitalizzazioni bancarie.   Entro la fine di aprile il set di riforme dovrà ricevere il via libera definitivo. E solo la conclusione positiva del programma, si sottolinea nelle conclusioni dell’Eurogruppo, darà il via libera al versamento dei fondi previsti nel programma di sostegno finanziario. La Grecia si è impegnata “in un processo di riforme più ampio e profondo con l’obiettivo di migliorare la crescita e l’occupazione e assicurare la stabilità” e ha assicurato un “appropriato” surplus primario di bilancio. Le istituzioni, da parte loro, hanno concesso che nel valutare gli obiettivi di avanzo del 2015 “terranno in conto” le circostanze economiche di quest’anno.  Chi ha vinto? Chi ha perso? Difficile dirlo: la curva Tsipras (della quale chi scrive è membro convintissimo) può sventolare l’impegno a “un possibile nuovo accordo”; gli affamapopolo tedesco-olandesi il sostanziale rispetto degli impegni presi da Samaras. Vedremo: intanto arrivano soldi freschi. E questo è un fatto.
 
IL TESTO DELL’ACCORDO TRA GRECIA E UE
«Le autorità greche si impegnano a portare avanti riforme da tempo necessarie per far fronte alla corruzione e all’evasione fiscale e per migliorare l’efficienza del settore pubblico», si legge nel testo congiunto approvato dall’Eurogruppo. I greci si impegnano inoltre a onorare i loro obblighi finanziari verso tutti i creditori pienamente e per tempo, e le autorità greche si sono impegnate a garantire surplus primari adeguati per garantire la sostenibilità del debito».

L’Eurogruppo ribadisce il suo apprezzamento per gli sforzi notevoli intrapresi dalla Grecia e del popolo greco negli ultimi anni. Nel corso delle ultime settimane ci siamo impegnati insieme alle istituzioni greche in un dialogo costruttivo e abbiamo oggi raggiunto un accordo comune. 
L’Eurogruppo registra, nel quadro del regime esistente, la richiesta da parte delle autorità greche di un’estensione del Master Financial Assistance Facility Agreement (MFFA) , che è basato su una serie di impegni. Lo scopo della proroga è il completamento con successo della revisione, sulla base delle condizioni del regime attuale, utilizzando al meglio la flessibilità data che sarà esaminata congiuntamente con le autorità greche e le istituzioni. Questa estensione potrebbe anche garantire il tempo per una discussione su un eventuale nuovo accordo tra l’Eurogruppo, le istituzioni e la Grecia. 
Le autorità greche presenteranno un primo elenco di riforme, in base alle disposizioni attuali, entro lunedì 23 febbraio, Le istituzioni forniranno un primo giudizio su questo elenco e giudicheranno se è sufficientemente completo per essere un punto di partenza valido per una conclusione positiva dell’accordo. Questo elenco sarà ulteriormente specificato e quindi concordato con le istituzioni entro la fine di aprile.  
Solo l’approvazione della conclusione della review consentirà l’erogazione della tranche in sospeso del programma EFSF corrente e il trasferimento degli aiuti SM SMP. Entrambi sono ancora soggetti ad approvazione da parte dell’Eurogruppo. 
Accogliamo con favore l’impegno da parte delle autorità greche a lavorare in stretto accordo con le istituzioni e i partner europei e internazionali. In questo contesto ricordiamo l’indipendenza della Banca centrale europea. Abbiamo anche concordato che il FMI continuerà a svolgere il suo ruolo. 
Le autorità greche hanno espresso il loro forte impegno a un processo di riforma strutturale più ampia e approfondita volta a un duraturo miglioramento delle prospettive di crescita e di occupazione, a garantire la stabilità e la resistenza del settore finanziario e a migliorare la giustizia sociale. Le autorità si impegnano ad attuare le riforme di lungo periodo, a combattere la corruzione e l’evasione fiscale, a migliorare l’efficienza del settore pubblico. In questo contesto, le autorità greche si impegnano a utilizzare al meglio la fornitura continua di assistenza tecnica. 
Le autorità greche ribadiscono il loro impegno inequivocabile a onorare i loro obblighi finanziari verso tutti i loro creditori pienamente e tempestivamente. Le autorità greche si sono inoltre impegnate a garantire un adeguato avanzo primario di bilancio e a finanziare i proventi necessari a garantire la sostenibilità del debito, in linea con la dichiarazione dell’Eurogruppo del novembre 2012. Le istituzioni, per l’avanzo primario 2015, si impegnano a prendere in considerazione il ciclo economico del 2015. 

«Non abbiamo firmato nessun Memorandum d’intesa, è l’inizio di una fase senza di esso», dichiara il ministro delle finanze Yanis Varoufakis. «Saremo co-autori della nostra lista di riforme, non seguiremo più un copione fornitoci da agenzie esterne, bisogna avere veramente la vista corta per pensare che abbiamo firmato il vecchio accordo».