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Vengo anch'io, no tu no: il MoVimento 5 Stelle cambia candidato in Umbria

Un comunicato che cita ragioni personali, un po’ come al tempo di Breznev. E il MoVimento 5 Stelle cambia candidato in Umbria: al posto di Laura Alunni ci sarà Andrea Liberati. La Aluuni in una sua nota, spiega che «a causa di sopraggiunte e imprevedibili situazioni di natura personale e familiare, è costretta suo malgrado, di comune accordo con tutti i candidati della lista che hanno ribadito la fiducia nella sua persona, ad un passaggio di testimone. Tale decisione condivisa – sottolinea la Alunni – è stata assunta nell’esclusivo interesse del M5S e della lista da presentare alle ormai prossime elezioni regionali». Sarà quindi Liberati a proseguire il lavoro come candidato portavoce alla presidenza della Regione Umbria, essendo stato il più votato online dopo di lei. Nel pieno della campagna elettorale e a 50 giorni dal voto i grillini cambiano così candidato, una decisione che sembrava essere nell’aria da quando era stato pubblicizzato un intervento per domenica di Luigi Di Maio, membro del direttorio, per la campagna elettorale delle Regionali in un manifesto che però non recava il nome della Alunni.
 
COSA È SUCCESSO A LAURA ALUNNI?
Tocca quindi ad Andrea Liberati, ex presidente di Italia Nostra di Terni, assumere il ruolo di “candidato portavoce alla presidenza della Regione Umbria”. “Ad Andrea – conclude Alunni – i migliori auguri di un proficuo e costruttivo lavoro per il prosieguo della campagna elettorale”. Scrive Umbria24 che dietro la scelta ci sarebbero perplessità riguardo il rapporto della Alunni con il territorio. Sarà, ma pare davvero strano che emergano dopo tanto e non se ne sia parlato da fine gennaio, quando era arrivata la notizia della sua candidatura.
laura alunni m5s
 
Un mese dopo l’ufficializzazione, tra l’altro, c’era stata una polemica con Maria Luigia D’Amone, esclusa dalle candidature alla vigilia del secondo turno delle Regionalie perché avrebbe criticato da dissidente il MoVimento:

«Mi sono affrettata subito a mandare alla sig.ra Alunni una raccomandata chiedendole, in qualità di candidato alla Presidenza della Regione Umbria per il M5S , di contattarmi per concordare le modalità per la trasmissione dei documenti necessari alla presentazione delle candidature all’Ufficio elettorale, poiché la direzione generale dava erroneamente atto della volontà di non candidarsi, volontà non corrispondente a quella reale. A lei (Laura Alunni), in qualità di capogruppo, arriva la mail con i nomi dei candidati comprensivi del mio nome, ma la Alunni piuttosto che raccogliere i documenti per la candidatura, protesta con la direzione linkando a questa i titoli dei giornali che hanno pubblicato la notizia della dissidenza, quasi un rimprovero per lo staff che forse ha cambiato idea e si è ricreduto, perché sono sempre stata una buona attivista. Appare una storia grottesca ma è proprio accaduto che lo staff 5 stelle si ricrede di nuovo e rimanda alla Alunni una nuova mail con la lista aggiornata, di nuovo il mio nome non c’è.
Colpisce lo zelo della Alunni nel segnalare un articolo pubblicato in rete e la mancata richiesta di chiarimenti alla diretta interessata! Un fatto è certo, dopo mesi di preparazione del terreno alla sua candidatura, la Alunni si dimentica di cliccare “si” alla volontà di candidarsi, scrive a Casaleggio e questi la ammette in lista con una forzatura accettando le sue giustificazioni. Quali esse siano non ci è dato sapere. Un atto di trasparenza però sarebbe dovuto da parte di chi pretenderebbe di governare la Regione. L’antimarini, l’hanno chiamata, comincia male.
Anche Luigi Di Maio si scomoda per rispondere con una mail: Purtroppo è troppo tardi. Sarà per la prossima volta. Mi stupisce che un uomo di stato usi un linguaggio consono ad un giocatore del lotto del tipo: ritenta e sarai più fortunato. E poi perché è troppo tardi per reinserirmi, se ancora non sono scaduti i termini per il deposito delle liste elettorali? La Alunni spieghi agli attivisti umbri perché per lei le regole della rete non si applicano, quale importante ragione l’ha costretta a rimandare quel click, così grave da indurre Casaleggio a chiudere un occhio, anzi due».

LE DIMISSIONI INVIATE ALLO STAFF
Subito dopo lo scoppio della polemica la Alunni aveva annunciato il suo addio alla candidatura con una mail inviata allo staff e poi resa pubblica:

„“Carissimi, la campagna mediatica inaugurata dalla signora D’Amone, che ha screditato agli occhi dell’opinione pubblica la validità della mia investitura alla corsa elettorale, mi sta ponendo in una condizione di forte pressione da parte dei media, degli attivisti, dei candidati e dell’opinione pubblica che chiedono le ragioni della addotta “disparità di trattamento. E’ evidente che tali eventi, oltre che determinare uno screditamento personale, stanno soprattutto depotenziando la mia credibilità politica la quale risulterà fortemente indebolita nel confronto elettorale con gli avversari politici con prevedibili forti ripercussioni sugli esiti elettorali per il Movimento 5 Stelle. Ad oggi, ho scelto di non rispondere pubblicamente poiché non intendo in alcun modo alimentare una campagna mediatica che potrebbe ulteriormente compromettere la mia immagine, quella degli altri candidati in lista e quella del Movimento 5 Stelle in Umbria.
Per tali ragioni, con mio profondo rammarico, non ho avuto altra scelta che quella di comunicare allo staff le mie irrevocabili dimissioni dalla candidatura nella lista del Movimento 5 Stelle in Umbria con l’intento che il mio “passo indietro” possa solo contribuire positivamente alla riuscita sugli esiti elettorali del Movimento in Umbria, dissipando qualsiasi ombra sui criteri di selezione e di candidatura adottati. Ho quindi chiesto allo staff di comunicarmi le istruzioni relative al passaggio di consegne del ruolo di Candidato Presidente e della documentazione in mio possesso concernente la certificazione della lista in Umbria. Non appena riceverò dette istruzioni, sarà mia cura darvene immediata notizia. Un caro saluto a tutti”. “

Ma la discesa in campo dei parlamentari umbri a difesa della candidata l’aveva convinta a ritirare le dimissioni. Era il 13 febbraio. Due mesi dopo se ne va definitivamente per motivi personali.