Opinioni

Un professore universitario alle prese con Lucifer e The Umbrella Accademy

Uno dei doveri (ma anche vantaggi) di fare il professore è quello di seguire le mode della gioventù. Un buon prof deve essere aggiornato su quello che fanno/vedono i ragazzi perché altrimenti viene visto troppo lontano e gli studenti non riescono a comunicare con lui. Ad agosto ho deciso perciò di “modernizzarmi” e mi sono dedicato a Netflix e a due serie televisive che i miei studenti amano. La prima è Lucifer (piace a studenti un po’ cresciutelli, tipo magistrale o dottorato)), l’altra è The Umbrella Accademy (che piace a quelli più giovani, tipo quelli del primo anno). Non ho ovviamente visto tutti gli episodi, ma mi son fatto un’idea precisa. Entrambe le serie derivano da fumetti.

lucifer

Lucifer è del tipo “urban fantasy”: il diavolo, stanco di stare all’inferno, si trasferisce a Los Angeles per provare la vita degli uomini. L’attore che interpreta Lucifer è molto bravo e magnetico. Ma, secondo me, il successo della serie si basa soprattutto sul fatto che Lucifer è un buon “diavolo” con una moralità molto simile a quella dei giovani d’oggi. Per loro tradire la fiducia degli altri è un peccato grave, è un peccato grave non vivere, non cogliere tutte le occasioni possibili mentre non sono più considerati peccato gli atti sessuali, la droga e l’alcool, cioè esattamente il modello di vita proposto dal Lucifer televisivo. Il successo di questa serie è sintomo che siamo in una fase di rapidi cambiamenti. La Chiesa non riesce a tenere il passo con i tempi che stanno mutando. A mio parere, la Chiesa dovrebbe avere il compito primario di rendere più facile ai credenti attuare i due comandamenti dati da Cristo (ama Dio e ama il prossimo) tramite la dottrina e i precetti. Nel passato i cambiamenti della società erano molto lenti e quindi la dottrina della Chiesa doveva essere ripensata/modificata di tanto in tanto solo nei rari momenti di transizione.

the umbrella academy

C’è traccia di ciò in letteratura: Dante ammira il peccatore Ulisse, Goethe narra del patto con il diavolo del Doctor Faust, Milton descrive il Paradiso Perduto da Lucifero, Carducci eleva un’ode a Satana, etc. Ma i cambiamenti di morale duravano almeno un secolo e lasciavano tutto il tempo alla Chiesa di prepararsi. Adesso no, il tempo fugge veloce e in modo tumultuoso. I precetti e la dottrina invecchiano troppo in fretta e non riescono a tenere il passo con i tempi e l’evoluzione della morale. Il successo della serie Lucifer è anche in questa capacità di far intravedere allo spettatore questo mondo nuovo, con regole nuove, con opportunità da saper cogliere. “The Umbrella Accademy” descrive, invece, un mondo distopico e privo di senso. O, per essere più precisi, un mondo dove il senso generale è perso, ma rimane la “razionalità” e la “normalità” solo per azioni più usuali che si riferiscono al tran tran della vita. Non è possibile descrivere la trama, perché, de facto, non esiste. Ma questa situazione dà lo spunto a battute non solo molto divertenti ma anche molto profonde perché ci spingono a riflettere sui massimi sistemi. Se in Lucifer i miei studenti vedono il mondo che sta cambiando, in The Umbrella Accademy, gli studenti più giovani vanno ancora più in là: vedono la follia del sistema che loro toccano con mano.

lucifer 1

Ad esempio come non considerare folle che i candidati per la Presidenza degli USA siano Trump (chiaramente inadeguato) e Biden (probabilmente ancora più inadeguato e, dicono, con un Alzheimer incipiente)? Che la Gran Bretagna si sia suicidata economicamente, senza alcuna ragione plausibile, attuando la Brexit? Che I nostri politici siano manifestamente al di là del bene e del male? Per sopravvivere, l’unica possibilità, è non farci caso, andare avanti per la propria strada, sapersi divertire cogliendo l’attimo e non riflettere troppo. I tempi stanno cambiando veramente in fretta: l’etica di Lucifer è già superata, quasi vetusta, l’etica di The Umbrella Accademy è sicuramente quella in cui si riconoscono i miei studenti più giovani. Son passati pochi anni fra le due serie e già il mondo è cambiato, l’etica si è evoluta. In queste condizioni, come possono le religioni tradizionali adeguare il loro insegnamento ai nuovi tempi dando certezza e stabilità se continuano a mantenere in piedi strutture elefantiache, con grande inerzia, vecchie ed inadeguate? Un mondo nuovo, in continua trasformazione e “genialmente” assurdo si sta avvicinando a gran passi. Le scelte etiche e religiose, in un futuro prossimo, saranno affrontate grazie a serie televisive invece che in Chiesa? E quindi i profeti e i predicatori del futuro prossimo e venturo saranno proprio le emittenti televisive con le loro serie? Sembra folle, ma forse è proprio questo il futuro che si sta preparando: etiche mutevoli e liquide forgiate dalla TV e da internet… Questo Papa non mi piace, ma se il futuro sarà quello che ho immaginato in questo articolo, non posso che gridare: Lunga Vita a Papa Francesco! Saro retrò ma non riesco ad immaginarmi una religione internettiana, preferisco quella più tradizionale, che era sì struttura a fare da oppio per il popolo ma nel contempo riusciva a dare solide certezze ai propri fedeli.

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".