Cultura e scienze

Travaglio difende Grillo sull’autismo

beppe grillo asperger autismo - 6

Marco Travaglio sul Fatto di oggi difende Beppe Grillo e le battute su autismo e sindrome di Asperger che il comico ha pronunciato sul palco di Italia 5 Stelle al Circo Massimo. Il direttore del quotidiano parte dalle critiche del comico ai troppi poteri della presidenza della Repubblica per poi approdare all’argomento che ha fatto arrabbiare molti:

Poi Grillo sbeffeggia gli intellettuali e i politici da talk show che, dice, sembrano malati di autismo o psicopatici perché parlano tra sé e sé o a pochi intimi in idiomi incomprensibili ai più. Riapriti cielo! “Grillo insulta gli autistici ”,“Grillo offende i malati”, “Giù le mani dalla sindrome di Asperger”. Nessuna protesta invece dagli psicopatici, sempreché non fossero quelli che non avevano capito la frase di Grillo: che non era un insulto ai malati, ma a certi politici e intellettuali.

BEPPE GRILLO AUTISMO RENZI

L’ha spiegato ieri Massimo Fini: se dico che i politici sono sordi e ciechi sui bisogni dei poveri, dubito che si offenderebbero le associazioni dei non vedenti e dei non udenti. A meno che non ne facciano parte anche i deficienti. Per capire chi ha offeso chi, basterebbe una famosa barzelletta di Gigi Proietti. “Tutti i laziali sono stronzi”.“Come si permette?”. “Perché, lei è laziale?”.“No, sono stronzo”.

Il punto che sembra sfuggire a Grillo e a Travaglio è sempre lo stesso: Usare la disabilità come un insulto non è comicità: è la dimostrazione di non avere la sensibilità necessaria per capire cosa sia la disabilità perché la disabilità non è insulto. Eppure ieri Grillo spiegava di capire i problemi di chi soffre, li capisce così bene da banalizzare l’autismo e accostare il siamo pieni di autistici al «c’è pieno di psicopatici» (una doppia offesa, spettacolare). Oppure spiegare che chi soffre di Asperger sono «quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l’altro non sta capendo». Che non è vero.

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