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Perché così tanti record nell’atletica alle Olimpiadi di Tokyo?

La rivoluzione tecnologica nel mondo dello sport ha condizionato i numeri degli ultimi giochi olimpici, i tanti perché trovano risposte nei brand e nell’ingegneria del nuovo millennio

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Nella pazza estate dello sport in tutto il mondo, alcune discipline hanno conquistati gli onori delle cronache. In Italia è qualche giorno che si parla di atletica, complici gli storici successi di Jacobs e Tamberi. Entrambi portano a casa la medaglia d’oro, con annessi record. L’italo-italiano di origini texane in Italia dall’età di un anno e figlio di mamma italiana, con buona pace di chi lo vorrebbe beneficiario dello ius soli, ha portato a casa in due giorni il record europeo. Merito di avanzatissimi sistemi di allenamento, vero. Ma anche di una vera e propria rivoluzione tecnologica

Perché così tanti record nell’atletica alle Olimpiadi di Tokyo? Le scarpe come i costumi di Phelps

Partiamo da Jacobs, negli scorsi giorni ha fatto il giro dei social il suo video in cui corre nella galleria del vento creata da una vettura che sgasa sulla pista di atletica dell’Olimpico. Ai piedi, ecco che l’atleta italiano aveva delle vere e proprie ali. Il brand è sempre lo stesso da anni ormai, quella Nike sempre più leader degli outfit sportivi: l’oro olimpico indossava per Tokyo 2020 le MaxFly, scarpe tecnologiche approvate dalle World Athletics (la federazione internazionale) lo scorso 7 maggio. Una calzatura che secondo gli studi di Nike potrebbe valere fino a 8 centesimi di secondo, beneficio rilevante soprattutto sui 100metri. I record del mondo abbattuti, Rai Benjamin ha chiuso in 46.17,  le inedite velocità continentali di Warholm in Europa, Benjamin in nordamerica, Alison Dos Santos che con 46.72 è il sudamericano più veloce di sempre. Il progetto sviluppato riguarda delle scarpe dal peso di 161,6 grammi, composte come tutte le calzature per i podisti da dei tacchetti sulla fascia anteriore della suola. Fra il battistrada e il piede ci sono due camere ammortizzate nell’unità Air che garantiscono stabilità alla postura dell’atleta ed elasticità nei movimenti. Le Maxfly che indossava il corridore di Desenzano hanno un piatto suola in carbonio più largo della pianta del piede, così che quando questo poggia sul terreno, si distende meglio e acquista prima stabilità, poi una maggiore velocità grazie alla forza di una molla presente sull’avampiede.

Perché così tanti record nell’atletica alle Olimpiadi di Tokyo? Piste più morbide, grandi numeri

Nei primi giorni di Tokyo 2020, il tema delle velocità era già al centro del dibattito. Al Daily Mail, il progettista della pista aveva affermato che le nuove tecnologie utilizzate nella realizzazione avrebbero generato miglioramenti dell’1-2% nelle prestazioni. Andrea Valluri, italiano che ha fatto parte del team di progettazione delle piste ne ha offerto nelle scorse settimane una spiegazione tecnica “Cerchiamo di evolverci sempre e Tokyo non ha fatto eccezione. Abbiamo aggiunto una mescola in più aggiungendo questi granuli di gomma. Nello strato inferiore della pista c’è una trama esagonale che crea piccole sacche d’aria. Questo non solo provoca un migliore assorbimento degli urti, ma danno anche un certo di ritorno di spinta, come se fosse un trampolino”