Opinioni

The Italian Lockdown – Cronache da un Paese in Quarantena: 3. Il trastullo di Luciano

Martedì, 10 marzo 2020.

“Si può sapere che cazzo stai a fare lì, da solo? Tanto ormai anche Roma è zona rossa. Scaricati l’autocertificazione e vieni a stare qui, con la scusa che devi stare accanto a tua madre, che è molto anziana e rompe i coglioni una cifra.”
“Dai, Angela, non insistere. Che tanto sono abituato a lavorare in casa. Penso, scrivo. C’è in ballo sta serie che…”
“Ah sì, la serie…”

Con mia sorella, era inutile menare il can per l’aia. Ma a dire il vero qualcosa stavo scrivendo. Oddio, magari scrivere è un po’ troppo, in questo caso specifico, con la schiena stesa sul divano e il laptop in bilico davanti al mento. Prendevo appunti, facevo liste, ragionavo su quale fosse il pezzo più adatto per accompagnare… certe specifiche scopate su pornhub.

C’era di che riflettere. Era tutto un mondo, quello di Pornhub, ma l’algoritmo ti porta sempre a vedere le stesse cose. O ti dai una mossa, e ti metti ad esplorare, oppure il tuo coito rimarrà sempre uguale. Sempre uguale. Sempre uguale. Alla fine, così, anche l’amore si ammoscia.
Bisogna per forza trovare qualcosa di diverso. Come nella vita.

 


E quindi cominciamo dall’inizio. Cioè da quando la bahiana mi ha scaricato e ho cominciato a rimediare in rete. Su Pornhub, ogni video è diviso in categorie.
Confesso che all’inizio le gang bang mi hanno incuriosito. Sono situazioni indecenti e curiose, ma superata l’immediata sorpresa, sostanzialmente, non sai bene in quale degli uomini immedesimarti. Sono troppi. Forse le donne si divertono di più, nell’immaginarsi in mezzo a quel circo. Non so. Bisognerebbe chiederlo a loro, ma da qualche parte ho letto che è così.

Una sotto categoria di queste scene di gruppo si chiama Bukkake, ma lasciamo stare perché è una vera porcheria, che fa pure un po’ schifo quando alla fine, la protagonista si ritrova con la faccia piena di… Vabbé, si è capito.

Ci sta poi il threesome, ma anche qui, con chi ti identifichi? Con quello che spinge da dietro o con quello che se lo fa succhiare?
Non saprei dire. Questo genere di scene spesso mi confonde, perdo la concentrazione e confesso una mia profonda verità. Non ho mai amato tanto i pompini. Mica per tanto, ma… Cioè, ovvio che ogni tanto fa piacere, però, in fin dei conti, a me, ha sempre fatto godere la donna che gode insieme a me. E se no, sticazzi, di che parliamo? Di seghe! E infatti…

Ora che mi sono svuotato le palle, vorrei specificare.
Riguardo il sesso e l’amore.
Non sono certo un angelo caduto dal cielo. E’ capitato anche a me di stantuffare il grimaldello senza un domani, alla ricerca del mio piacere personale. Però, in generale, se non sento, come dire… tintinnare le corde dell’arpa, che gusto c’è? Maschi all’ascolto, me lo spiegate?

Quindi, tornando al discorso iniziale, lasciamo stare altre categorie, tipo trans e lesbian e altre robe che non mi appassionano: cosa rimane?
Per superare la normalità del coito che, si è capito, alla lunga annoia, c’è bisogno di qualcos’altro. E quindi sì, confessiamolo. Ci sta quella certa categoria che dicono vada per la maggiore sul web: anal.

Premessa.
Non so se vi sia mai capitato di farlo, nella vita. Per l’uomo, a dire il vero, non è nemmeno così soddisfacente. Si, certo, il buco stretto stringe il cazzo, ma allo stesso tempo torniamo sempre alla solita questione primordiale. Piacerà, a lei?
Nella realtà, è facile da capire. Togli il cazzo dal culo, lo rimetti in figa e vedi come reagisce. Ci avete mai provato? Bene. Direi che nella maggior parte dei casi, le donne rimbalzano come una molla, non appena lo levi dal culo e si stendono in un abbraccio infinito, nel momento che torni a fare quello che siamo nati per fare.
Poi, certo, ci sta sempre quell’eccezione che… Ma insomma, siamo forse noi, pervertiti? Italiani! Popolo di Santi, Poeti e Navigatori! Chi siamo, veramente, celati nell’oscuro delle nostre fantasie più indicibili?

Bella domanda.
In tv ci sta Zaia, che sembrava pure essere uno dei mejo di quella bassa lega, ed eccolo che ora pontifica dopo che qualche giorno fa gli è scappato detto che è tutta colpa dei Cinesi, perché mangiano i topi vivi. Un genio del male, ma veramente! Cioè, la prima industria del Veneto è il turismo, a Venezia pure i bacari sono ormai gestiti dai Cinesi, e tu li insulti così? Ma che c’hai nel cervello? La sabbia? Orco d’un can.

zaia coronavirus - 10

Lo so. Avrei dovuto spegnere il televisore, che a vedere ste facce mi si è subito ammosciato. Anche perché sono… tipo alla quinta sega del giorno e la pelle del prepuzio mi brucia.
Non so perché sto facendo questo. Un poeta direbbe che Eros e Tanatos sempre si confondono e l’attività sessuale è l’unico modo per ricordati che sei ancora vivo!
Vivo, sì, che quando scendi a fare la spesa e tutti ti guardano senza sorridere, al market devi metterti in fila, stare a metri di distanza e Marcello, al banco dei salumi, proprio lui, che prima non ti si scollava mai di dosso, ora taglia le fette di prosciutto guardandoti con occhi infossati, come a dire vattene, anche se la Juve ha vinto e Dybala ha segnato un goal stratosferico che non servirà a nulla, ma almeno i Laziali nun ce devono manco prova’ a prendersi sto scudo. Che fai? Come rimedi, allo scorrere di quelle facce perdute e assenti che tutto fanno fuorché metterti di buon umore?

E quindi torniamo al dunque. Visto che su pornhub, a parte la categoria amateur, strillano tutti in modo fintissimo, quale colonna sonora scegliere? Quale canzone te lo arrizza di più, mentre ti fai una sega?

In tempi di corona virus, ecco un primo abbozzo di lista.
LA Woman from the Doors. C’è quel crescendo, a metà canzone, quando dice “never saw a woman, so alone!” che obiettivamente arrapa. Inserito.
Poi ci metto Quicksand, di David Bowie, che potrà sembrare una scelta azzardata ma invece… Con quel suo lento incedere, a poco a poco, non saprei dirvi perché, ma mi attizza.
Quando il Duca bianco prende a dire “Don’t believe in yourself, don’t deceive with belief. Knowledge comes with death relaese, aaah ah aaah ah.”
Il segreto, sta tutto in quel death release, che insomma, ci siamo capiti, no?

Ora però lasciamo da parte gli anni settanta e peschiamo nel più recente passato. Ecco che subito mi viene in mente quel diavolo di Damon Albarn, con i suoi Gorillaz, che sempre parlando in termini di crescendo, in Empire Ants, non appena prende a cantare la giapponese, Yukimi, beh insomma… t‘o devi strigne’ forte, che se no parte subito la sciampagna, come direbbero a Pariggi

Poi, certo, ci sarebbe un’infinita lista di geni della soul music, che non si sa nemmeno da dove iniziare. Però, sapete che c’è? Mentre mi guardo una fintissima scopata dove ci sta lei che proprio finge, finge, finge, che manco un pagliaccio sarebbe capace, ecco che dalla mia library di I-tunes scatta Wreck Me Baby, di Tom Petty.
Lo so, si direbbe una scelta banale, ma insomma… non è che ci sia poi tanto da cincischiare quando l’alberello cresce, il random sceglie, e tu, con la mano, accompagni l’ultimo scatto finale.

Squilla il telefono.
“Avevo preparato i tortelli di zucca. Se fossi venuto su…”
“Grazie mamma, ma qui a Roma, lo sai, riesco a scrivere meglio.”
“Ma cosa stai scrivendo, esattamente?”
“La serie. Quella sugli anni ’70.”
“Ah sì, la serie…”

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