Economia

Telecom molla le Torri dell'Eur: un altro grande successo di Paolo Berdini!

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Un’altra vittoria così e siamo rovinati. Telecom ha dato l’addio definitivo al progetto di trasferire il suo quartier generale nelle torri dell’Eur (conosciute in città con l’affettuoso nomignolo di Beirut). Secondo quanto scrive il Messaggero il cda di venerdì scorso presieduto da Giuseppe Recchi ha confermato la proposta dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo di esercitare il diritto a vendere il 50% di Alfiere, la società proprietaria delle torri, a CDP Immobiliare, o a un soggetto terzo indicato dalla Cassa.

Telecom molla le Torri dell’Eur: un altro grande successo di Paolo Berdini!

La decisione, scontata ma finora non ancora ufficiale, arriva dopo la conferma delle richieste del comune di Roma, che attraverso l’assessore all’urbanistica Paolo Berdiniche ha cambiato idea per tre volte in un mese – aveva fatto sapere di volere la cifra di 24 milioni dall’azienda per consentire la costruzione. Telecom ha deciso di vendere la propria quota al partner a causa dell’assenza di un permesso a costruire, che doveva essere rilasciato entro il 30 settembre 2016. L’autorizzazione a costruire era stata rilasciata dalla Giunta Marino, poi è stata revocata dall’amministrazione Raggi – in seguito a una verifica lanciata da Francesco Paolo Tronca – dopo le notizie sulle indagini della procura di Roma, a cui Telecom è estranea, che hanno coinvolto l’ex assessore all’urbanistica Giovanni Caudo. Poi però la storia si complica d’estate: Paolo Berdini annuncia nel luglio scorso che anche a causa delle indagini della magistratura il Comune revocherà il permesso a costruire a Telecom. Importante segnalare che in quella fase, e anche dopo l’insediamento di Cattaneo come ad nel marzo di quest’anno, la marcia indietro di Telecom sarebbe però stata troppo costosa visto che il contratto firmato da Telecom e Cassa depositi e prestiti, che controlla il 100% di Cdp Immobiliare, imponeva all’ex monopolista penali per 180 milioni in caso di inadempienza. Ma la revoca dell’autorizzazione fa scattare una delle condizioni sospensive del contratto e consente di sciogliere la joint venture senza costi. Tutti felici, tutti contenti? Mica tanto. Perché il 26 settembre Paolo Berdini va a parlare in un incontro con l’ACER e se ne esce così:

“Mercoledì votiamo una memoria di giunta preparata da me sulle Torri dell’Eur, ovvero che c’è un interesse pubblico a non vedere più quegli orrori”. “Se non ci sono più i 25 milioni che la precedente amministrazione ha perso per strada – ha aggiunto – la Finanza ci bussa alle porte e Tim (che proprio li dovrebbe realizzare la sua nuova sede, ndr) fa le valigie e se ne va, hanno ragione loro. Questo con me non succederà più. Se noi sbagliamo strada, lasciamo spazio solo alla magistratura”. “Siamo ben felici che nelle torri dell’Eur vada Telecom – continua Berdini -. Rinuncio con la memoria di giunta ai 25 milioni di euro di oneri aggiuntivi previsti in cambio di destinazione d’uso. Quello sta bloccando tutto, io devo prendere atto di una cosa oggettiva”

Due giorni dopo succede che il Campidoglio cambia idea: la Giunta, tramite una memoria, ribadisce l’interesse al recupero delle Torri dell’Eur destinate alla sede centrale di Telecom Italia. “A prescindere della mancanza del cambio di destinazione d’uso, cioè del fatto che le Torri passavano da uffici ad abitazioni e dunque c’era una plusvalenza in capo a proprietario dell’immobile, a prescindere da questa mancata valorizzazione che e’ tutta d’origine della proprietà e quindi non imposta dal comune di Roma, il proprietario deve al Campidoglio i 25 milioni di euro”, spiega – si fa per dire – l’assessore capitolino all’Urbanistica, Paolo Berdini. E poi aggiunge: “Siamo assolutamente convinti della giustezza della nostra analisi e quindi, nell’auspicare che questo progetto della creazione della sede della Telecom nelle Torri dell’Eur vada in porto nel più breve tempo possibile, abbiamo ribadito che i 25 milioni di euro sono una cifra dovuta all’amministrazione comunale”.Il Comune in due mesi sul tema ha cambiato tre volte posizione: “No, non si fa nulla”; “Ok si fa ma per un milione”; “Ok, si fa ma per 25 milioni”. In mezzo c’è una azienda che stava già cambiando idea dopo aver preso degli impegni e che con le decisioni del Comune aveva risparmiato penali per 180 milioni di euro (ma da dare alla CdP, non al Comune…). E così, grazie all’aumento paventato dell’esborso economico, Telecom ha rinunciato. Le Torri dell’Eur rimangono Beirut. Sarà contento l’assessore.

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