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Gli studenti in protesta a Torino che allontanano il leader No Vax Marco Liccione

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Non si fermano le proteste degli studenti, tornati oggi in piazza per manifestare contro “lo sfruttamento in alternanza scuola-lavoro” e la “repressione” delle forze dell’ordine. I cortei si sono svolti in oltre 40 città italiane: si tratta della terza giornata di mobilitazione nazionale in poche settimane, dopo quella indetta per la morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni schiacciato da una trave d’acciaio durante uno stage in un’azienda in provincia di Udine.

A questa tragedia si somma anche la morte di Giuseppe Lenoci, il 16enne vittima di un incidente stradale mentre si recava a svolgere il suo stage vicino ad Ancona. Gli studenti, ora, chiedono a gran voce le dimissioni del ministro dell’Istruzione Bianchi e del ministro dell’Interno Lamorgese, quest’ultima ritenuta responsabile degli scontri a Torino nel corteo di fine gennaio. E proprio a Torino sono stati tantissimi gli studenti scesi a manifestare per le strade della città.

Gli studenti in protesta a Torino che allontanano il leader No Vax Marco Liccione

Tra di loro, a dare man forte, era arrivato anche il leader dei No-Vax torinesi Marco Liccione, ma gli studenti, dopo averlo riconosciuto, hanno deciso di allontanarlo per evitare che la loro protesta potesse essere strumentalizzata. Il motivo fondante della manifestazione è infatti legato ai temi d’istruzione e lavoro, nello specifico oltre all’alternanza scuola-lavoro, anche la seconda prova all’esame di maturità e la didattica a distanza che molti studenti giudicano fallimentare.

Permettere a Liccione di sventolare la bandiera No-Vax in questo contesto avrebbe confuso e svilito le ragioni della protesta e avrebbe sfumato i contorni sociali che la caratterizzano. Spesso infatti, il movimento anti vaccini è stato infiltrato e dominato da estremisti di destra vicini soprattutto a Forza Nuova.