Opinioni

Storia di Ahmed, colpito per errore dalla polizia a Saint Denis

Ha vissuto sulla sua pelle la notte di fuoco a Saint-Denis e ora rischia anche l’espulsione dalla Francia. E’ la storia di Ahmed, un egiziano di 63 anni. Quella sera, l’emigrato sans-papiers dormiva tranquillamente nel suo modesto monolocale al terzo piano della Rue du Corbillon, proprio accanto alla porta dell’appartamento in cui si nascondevano i jihadisti assediati dalle teste di cuoio. “Erano le 4:30 del mattino, c’è stata un’esplosione, la mia porta si è aperta. Pensavo che l’edificio stesse crollando, sono voluto uscire. La polizia mi ha detto di rientrare subito nel mio alloggio. Mi sono detto che sarei morto”, racconta al Parisien. Ahmed rientra nel monolocale, si sdraia sul letto. Per proteggersi dal diluvio di fuoco che arriva nel suo appartamento si nasconde come può dietro a un’asse di legno.
ahmed saint denis
“I proiettili – racconta – colpiscono il lavandino, la tele, il frigorifero…”. Alla fine della sparatoria un agente lo invita a mettersi davanti alla finestra con le braccia alzate. “Appena mi sono mosso ho sentito un forte dolore sul braccio sinistro (…) Ho capito che ero stato colpito dalla polizia”. Ricoverato subito in ospedale verrà posto in stato di fermo qualche ora dopo. Ma per lui l’incubo continua. Sulla testa dell’egiziano sans-papiers che commuove la rete ora pende un’ordine di espulsione dal territorio francese. Una decisione che suscita una valanga di solidarietà su Twitter ma anche da parte del vicesindaco di Saint-Denis. Stéphane Pau, questo il nome dell’eletto, ha convocato per le 15 una conferenza stampa consacrata alle vittime del terrorismo “abbandonate dallo Stato”. Al primo posto c’è la storia di Ahmed. Z04 23-NOV-15 14:46 NNNN