Opinioni

Quando Stefano Graziano parlava del rischio camorra a Quarto

In questo tweet del gennaio scorso Stefano Graziano, presidente del Partito Democratico in Campania e consigliere regionale, metteva in guardia contro il rischio di sottovalutare la camorra a Quarto, dove il MoVimento 5 Stelle affrontava la vicenda di Rosa Capuozzo.
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il presidente del Pd Campania Stefano Graziano si è da poco sospeso dalle cariche di presidente dell’assemblea regionale del partito e da consigliere regionale della Regione Campania. L’esponente politico è indagato nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, che ha portato oggi all’esecuzione di nove ordinanze. Nell’indagine è coinvolto anche l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Biagio Di Muro. L’ipotesi di reato che si formula nel decreto di perquisizione nei confronti di Stefano Graziano, presidente regionale del Pd e consigliere regionale, è di concorso esterno in associazione camorristica. A quanto si è appreso, al vaglio degli inquirenti vi sarebbe, tra l’altro, il presunto appoggio alla sua elezione da parte dell’imprenditore della ristorazione Alessandro Zagaria, arrestato oggi nell’ambito della stessa inchiesta. Graziano è stato fino al 2015 consulente della presidenza del Consiglio per l’attuazione del programma di governo. L’ipotesi che ha indotto gli inquirenti a effettuare le perquisizioni nei confronti di Stefano Graziano, presidente del Pd campano e consigliere regionale, è che l’esponente politico abbia chiesto e ottenuto appoggi elettorali in riferimento alle ultime consultazioni per l’elezione del Consiglio regionale della Campania. Secondo tale ipotesi, Graziano si sarebbe posto ”come punto di riferimento politico ed amministrativo” del clan Zagaria del quale è accusato di far parte Alessandro Zagaria, omonimo del boss, arrestato oggi. Lo spunto investigativo è stato offerto da una intercettazione di colloqui tra Alessandro Zagaria e Biagio Di Muro, l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, anch’egli arrestato oggi. Colloqui nel corso dei quali si faceva riferimento all’appoggio elettorale che occorreva garantire a Graziano. Quest’ultimo si sarebbe attivato – ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda – per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti, al centro dell’inchiesta.

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