Opinioni

Chi ha coperto le statue dei Musei Capitolini per Rouhani?

In Italia, si sa, la vittoria ha molti padri e la sconfitta è sempre orfana. Nella vicenda delle statue coperte ai Musei Capitolini stiamo ammirando la stessa situazione. Dario Franceschini, ministro della Cultura, dopo un silenzio di due giorni sulla vicenda ha finalmente ritrovato la parola su Twitter:



“Penso che ci sarebbero stati facilmente altri modi per non andare contro alla sensibilità di un ospite straniero così importante senza questa incomprensibile scelta di coprire le statue”, ha aggiunto il ministro in conferenza stampa con Rouhani, intanto precisando che né lui né Renzi sapevano nulla. Il presidente iraniano, da parte sua, ha fatto sapere che la vicenda delle statue coperte “è una questione giornalistica. Non ci sono stati contatti a questo proposito. Posso dire solo che gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti, e li ringrazio per questo”. E la sovrintendenza ai beni culturali di Roma? “Sulla vicenda delle statue dei Musei Capitolini coperte in occasione della visita del presidente iraniano Rohani dovete chiedere a Palazzo Chigi. La misura non è stata decisa da noi, è stata un’organizzazione di Palazzo Chigi non nostra”

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Ilva Sapora, consigliera alla presidenza del Consiglio dei ministri

La decisione di oscurare i marmi alla vista dell’ospite è stata presa dal Cerimoniale di Stato poco prima della conferenza stampa di Rouhani e Renzi: la consigliera Ilva Sapora, dopo una serie di sopralluoghi, ha provveduto a nascondere i capolavori, ha invece scritto Repubblica. Il Corriere della Sera ha ricostruito forse più realisticamente la vicenda, al di là delle bugie diplomatiche ufficiali:

Primo: sono stati gli iraniani, la delegazione che ha fatto i sopralluoghi al Campidoglio, a chiedere che venissero oscurati i possibili motivi di imbarazzo, anche «marmorei», per il loro presidente.
Secondo: il cerimoniale di Palazzo Chigi, certamente per un eccesso di zelo, in contatto con l’ufficio diplomatico, ha accolto con favore le richieste iraniane e provveduto ad oscurare i nudi, femminili o maschili, della nostra storia. Che la decisione sia stata presa in totale autonomia, senza un avallo politico, appare curioso ma così è la ricostruzione ufficiosa.
Terzo: scoppiata la polemica, anche internazionale, ieri Renzi ha provveduto ad esternare il suo disappunto a chi di dovere, probabilmente, viene da ritenere, al capo del cerimoniale, Ilva Sapora, che nelle ultime settimane ha avuto anche altri casi, poco sereni, da gestire.

Ilva Sapora si prenderà la colpa dell’accaduto, quindi? L’Espresso racconta che la coordinatrice dell’ufficio per il cerimoniale di Stato e le onoreficenze è una «figura indispensabile del mini staff» che il presidente del Consiglio portò a Palazzo Chigi.  «Non è da escludere che nel mirino di Renzi sia entrata anche il vertice dell’ufficio che gestisce il cerimoniale della presidenza del Consiglio», scrive in codice Marco Galluzzo. Noi ci affidiamo alla Legge di Murphy: chi sorride (o smentisce) quando le cose vanno male ha già trovato qualcuno a cui dare la colpa.