Politica

Sondaggi politici: chi voterebbe la Lista Conte

Secondo i sondaggi Index Research resi pubblici ieri, l’aver innescato la crisi non ha fatto bene a Matteo Renzi. Salgono (di poco) Pd e M5s. Salvini primo nel centrodestra, ma la Meloni continua la sua ascesa.

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Lo ha detto ieri a Piazza Pulita il vicesegretario del Pd Andrea Orlando: le elezioni ora sono più vicine. La maggioranza al Senato è sempre più stretta e di “costruttori” e “responsabili” se ne trovano sempre meno. E chi avrebbe la meglio se il Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere e si andasse a votare nei prossimi mesi?

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Secondo un sondaggio di Swg pubblicato e mostrato ieri durante il Tg diretto di Enrico Mentana se l’attuale premier formasse una sua lista e si presentasse alle urne potrebbe ottenere tra il 15 e il 17 per cento dei consensi, “rubandone” un po’ di qua e un po’ di là: 5 potrebbero provenire dal Movimento 5 Stelle, il 4 per cento dal Pd, 5,3 dagli indecisi e solo lo 0,7 dai partiti di destra.

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Il Movimento 5 Stelle secondo Index Research guadagna lo 0,4 nell’ultima settimana, ma oramai i numeri non sono più quelli di una volta. Basti pensare che oggi si ferma al 15 per cento, meno della metà dei voti che ha ottenuto alle politiche del 2018, in cui era il primo partito con il 32,7 per cento. Leadership che oggi detiene la Lega.

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È il partito di Matteo Salvini il più forte al momento con il 23 per cento, anche se ha registrato un calo di mezzo punto percentuale nell’ultima settimana. La Lega è il primo partito, mail suo leader no. Perché in questa classifica è terzo, Giuseppe Conte secondo e Giorgia Meloni terza. Fratelli d’Italia È in costante crescita, e nell’ultima settimana il suo partito ha registrato un +0,1, raggiungendo il 17 per cento dei consensi. Ma il dato più interessante è che nella classifica dei leader stimati è la prima, staccando di sei punti il primo ministro, con un 38 contro 32. Forza Italia perde qualcosina, ma non scende sotto il 6,5. Il suo presidente Silvio Berlusconi rimane però lì nella classifica dei leader in cui gli elettori ripongono la loro fiducia, ed è sopra a Calenda, Di Maio e Renzi. Il Pd è uscito da questa crisi più forte di prima, guadagnando uno 0,3 per cento e attestandosi al 19,5. Ma Nicola Zingaretti non risulta essere un leader popolare, tanto da scivolare in quarta posizione, davanti a Silvio Berlusconi. Ma è comunque vincitore – per ora – nel braccio di ferro contro Matteo Renzi. L’aver innescato la crisi di governo non ha certo fatto bene al suo partito, che nell’ultima settimana ha perso lo 0,6 per cento. numeri importanti se si pensa che prima di ritirare i propri ministri aveva (solo) il 3,5. Scende anche nella classifica dei leader, ultimo, sotto a Luigi di Maio e Carlo Calenda. Chissà se lo 0,1 percentuale in più conquistato nell’ultima settimana sia proprio uno dei sei persi dall’amico/nemico Matteo Renzi. Fatto sta che il partito il partito di Carlo Calenda continua a crescere e arriva al 3,8 e lui diventa più popolare, essendo preferito come leader sia a Luigi di Maio che allo stesso ex presidente del Consiglio.