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Berlusconi si candida al Senato e dice che Meloni sarebbe una Premier "adeguata"

@Asia Buconi|

Berlusconi

È stata in dubbio fino all’ultimo ma, dopo settimane di indiscrezioni, la candidatura al Senato del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è ufficializzata. L’aria, già da stamane, era quella di una risposta affermativa: “Ci sto pensando, perché ho avuto pressioni da parte di tantissime persone, non solo da parte di Fi. Quindi penso che alla fine mi candiderò al Senato”, aveva detto il presidente forzista ospite di “Radio Anch’io” su Radio Raiuno.

Non solo: dopo la conferma della candidatura a Palazzo Madama, Silvio Berlusconi si è pure sbilanciato su un’eventuale futura premiership del centrodestra in caso di vittoria alle elezioni, ribadendo che la regola di coalizione rimane quella che ad indicare il Presidente del Consiglio sarà il partito che otterrà più voti. “Se sarà Giorgia Meloni sono sicuro che si dimostrerà adeguata al compito”, ha detto stamane il Cav sulla possibilità che la leader di FdI salga a Palazzo Chigi, pur ribadendo di non essere “appassionato a questi temi”, ma di apprezzare più discussioni su “fisco e oppressione burocratica”.

Silvio Berlusconi si candida al Senato: l’aria che tira nella coalizione di centrodestra

Anche la leader di FdI, da parte sua, si è espressa su un futuro Governo di Centrodestra e ha dichiarato in un’intervista a Panorama: “Siamo pronti, come recita anche il nostro slogan elettorale. Il nostro governo sarà un governo politico legittimato dal voto popolare e porrà fine alla lunga stagione dei tecnici e dei premier che nessun italiano aveva mai votato. Questo ovviamente non ci impedirà di avvalerci, se necessario, di competenze che non vengano dalla politica di partito”.

Ma se nella coalizione di centrodestra il monopolio dell’attenzione sembrano custodirlo FdI e Lega, ci ha pensato il numero due di FI Antonio Tajani a caricare gli elettori berlusconiani, i “moderati” della destra. Ha detto a Il Corriere della Sera: “Più voti avremo, più potremo bilanciare la coalizione al centro. Siamo in campo dal ’94, ci hanno dato per morti tante volte. E siamo ancora qui, con i sondaggi che ci danno in crescita. Non temiamo nessuno. È giusto scegliere di dare forza al centro, ma a un centro che, come quello che rappresentiamo noi, non cambia idea ogni cinque minuti, ha un programma chiaro, un leader autorevole, una collocazione decisiva nel Ppe, richiamato nel nostro simbolo”.