Economia

I 75mila euro alla Lega prima dell’emendamento sulle sigarette elettroniche

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La Vaporart, uno dei principali operatori italiani del settore dei liquidi per sigarette elettroniche, ha versato 75mila euro nelle casse della Lega. Che ha poi presentato un emendamento per condonare i 180 milioni di tasse non pagate dal settore dopo l’equiparazione ai tabacchi giudicata corretta dalla Corte Costituzionale. Mentre un altro del relatore Emiliano Fenu (M5S) in commissione Finanze al Senato, abbatte le tasse per il futuro. Scrive oggi La Stampa:

A confermare il versamento alla Lega è Gianluca Giorgetti, che con il fratello Stefano controlla Vaporart. Giorgetti da tre versioni diverse: «Impossibile, non abbiamo dato assolutamente niente» e subito dopo si corregge: «Sì, abbiamo contribuito ma non con quella entità» e al terzo tentativo si arrende:«L’abbiamo girato ovviamente al partito e siamo stati sotto la soglia di legge di 100mila euro».

I soldi sono tanti, ma la Vaporart ha 12 milioni di fatturato e i bilanci in utile. Ha anche oltre due milioni di debiti tributari che, con il condono, diventerebbero magicamente quasi tutti utile netto.Confermando di aver incontrato personalmente Matteo Salvini in più occasioni: al quartier generale di Milano, al raduno annuale di Pontida e pure a Roma.

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Gianluca Paolucci e Michele Sasso spiegano che l’autore dell’emendamento al decreto milleproroghe è Stefano Candiani:

A Candiani è legato Stefano Pozzi, imprenditore del settore, varesino, al quale fanno capo una serie id aziende del settore del vaping. Alcune nate a fine estate, anticipando di fatto la liberalizzazione prevista dagli emendamenti leghisti per aprire alle vendite online, ora vietate. Tra le società di Pozzi c’è anche la Fumador, che con Vaporart ha una partecipazione incrociata.

Torniamo al 2014: il coordinatore del gruppo «Svapo day» è Antonio Giordano, ex assessore del Comune di Matera. Nel marzo di quest’anno ha mancato il grande salto: candidato al Senato alle politiche è però rimasto fuori. Il partito? La Lega, ovviamente.

EDIT: In merito alle notizie di stampa relative al finanziamento concesso dalla Vaporart alla Lega, l’azienda precisa quanto segue:

Il contributo elettorale erogato dalla Vaporart alla Lega è avvenuto in piena trasparenza e in totale rispetto delle norme di legge. Si tratta di una decisione condivisa dai vertici aziendali, avvenuta in modo legittimo e alla luce del sole nel febbraio 2018, molto prima dunque della formazione di questo Governo e dell’ingresso della Lega nell’esecutivo. Il finanziamento, tra l’altro, è stato comunicato per tempo alla Camera dei Deputati per opportuna registrazione.

In ogni caso, Vaporart conferma e rivendica – anche in ragione di uno storico rapporto di militanza che ha legato l’Ing. Gianluca Giorgetti al partito della Lega – di aver contribuito in piena trasparenza alla campagna elettorale del suddetto partito che da anni manifesta, anche attraverso posizioni pubbliche espresse dal suo Leader, Matteo Salvini, sostegno nei confronti di un settore, quello delle sigarette elettroniche, composto da centinaia di piccole e medie imprese e
migliaia di lavoratori.

Di fronte a questa verità dei fatti, sarebbe piuttosto interessante “indagare” se dietro l’interesse giornalistico attorno a questa vicenda non ci sia, invece, qualche altro tipo di interesse, magari sostenuto da qualche multinazionale del settore del tabacco, capace di azioni molto più forti e penetranti rispetto alla forza di piccole e medie imprese italiane che contribuiscono ogni giorno allo sviluppo economico di questo Paese, all’indotto occupazionale e, in questo caso, alla lotta al tabagismo e alle malattie fumo correlate.

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