Cultura e scienze

«Si può avere il Covid e non guarirne più»

Il Fatto Quotidiano parla oggi di un particolare sottogruppo di pazienti che hanno sviluppato la malattia in forme lievi e moderate: si sono infettati, hanno apparentemente superato il Covid a casa, sono guariti, sono tornati negativi al tampone e poi si sono riammalati.

test tampone coronavirus

Ci sono pazienti che, tornati negativi a SARS-COV-2 dopo essersi ammalati, potrebbero non uarire mai, per quanto ne sanno al momento gli scienziati, o cronicizzarsi e, in futuro, tornare positivi sotto certi stimoli, innescando nuovi focolai. Laura Margottini sul Fatto Quotidiano parla oggi di un particolare sottogruppo di pazienti che hanno sviluppato la malattia in forme lievi e moderate:

Potenzialmente un numero enorme: fino al 10% di quell ’80% di pazienti, che, appunto, si sono ammalati senza che fosse necessario il ricovero. Sono giovani o super attivi, maratoneti, atleti, calciatori perfino, che non riescono quasi più a muovere e ad alzarsi dal letto da mesi. Si sono infettati, hanno apparentemente superato il Covid a casa, sono guariti, sono tornati negativi al tampone e poi si sono riammalati. Sono tornati i sintomi che persistono da mesi, ma la maggior parte di loro continuano a essere negativi sia al tampone, sia al test sierologico che rileva la presenza di anticorpi. Non riescono più a respirare bene, non riescono a camminare, sono talmente debilitati che non riescono a riappropriarsi di una vita normale o tornare al lavoro. Anche da 4 mesi.

Sono i gravi danni dovuti dalla tempesta citochinica tipica delle forme severe di Covid, cioè da una sorta di attivazione smodata del sistema immunitario contro il virus, che sì lo uccide, ma al contempo distrugge i tessuti degli organi, a volte in modo irrreversibile o causando la morte. Non è il caso di questi pazienti, come mostrano le loro lastre al polmone. Lo racconta al Fatto Alessandro Santin, oncologo della Yale University (Usa), che ha seguito centinaia di pazienti Covid. “Tutto ciò che sappiamo fino ad oggi sul Covid deriva dallo studio di quel 20% che ha sviluppato la forma severa ed è quindi stata ricoverata in ospedale – dice. Non ci si è concentrati per niente su chi era malato a casa. Ma ora vediamo che c’è un numero di persone enorme fuori dagli ospedali che non guarisce e che non sappiamo ancora se guarirà mai. Lo sappiamo dalle chiamate che da mesi continuano a fare ai pronto soccorso, negli Usa”.

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Coronavirus: COVID-19, la malattia (La Repubblica, 4 marzo 2020)

“Non ci sono ancora dati, ma da quello che vediamo a Yale sono fino al 10% di quell’80% di pazienti che ha sviluppato forme lievi o moderate di Covid, cioè un numero enorme in tutto il mondo”, spiega Santin. L’ipotesi è che non sviluppino anticorpi.

Ci sono due possibili spiegazioni: “La prima è che il  virus non sia più presente nell’organismo, ma il sistema immunitario continua a mantenersi attivato perché ‘ve d e’ ancora pezzetti residuali di virus, non più attivi, ma ancora in circolo. La seconda è che il virus ci sia ancora, ma annidato in alcune cellule dei polmoni dette macrofagi alveolari dove si va a nascondere, come un cavallo di Troia. I tamponi risultano pertanto negativi, perché il virus è nascosto. Ma i sintomi non passano, potrebbero addirittura cronicizzarsi, trasformarsi in portatori cronici asintomatici. “Alla prima influenza stagionale che abbassa la risposta del sistema immunitario, potrebbero tornare positivi, perché il virus  rientrerebbe in circolo”

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