Opinioni

Se Renzi avesse coraggio sulla stepchild adoption

Se Matteo Renzi avesse il coraggio che lo contraddistingue in altri (e più fruttuosi per il suo futuro politico) ambiti sulle unioni civili e sulla stepchild adoption, farebbe quello che ha fatto in altre occasioni. Andrebbe in televisione e spiegherebbe che questa polemica che investe la maggioranza e ampie fette del suo partito sull’adozione del figliastro nulla c’entra con le unioni civili e men che meno con l’utero in affitto ma è una norma di civiltà che un paese normale non può rifiutare.
Università Renzi
La stepchild adoption è il meccanismo che permette a uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio biologico (o adottivo) del compagno. Non c’entra nulla quindi con l’adozione alle coppie omosessuali, come si ostinano a raccontare certi furbacchioni del Partito Democratico e di altre realtà sconosciute alla politica nazionale come quelle che provengono dall’NCD di Alfano, perché il bambino, per poter essere adottato dal partner, deve essere figlio biologico o già adottato dall’altro partner.
Sia chiaro che il meccanismo non è automatico né ha alcuna ragione di esserlo: l’adozione del figliastro è decisa dal tribunale in base al caso specifico, e fatti salvi gli eventuali diritti dell’altro genitore del figliastro. Se quest’ultimo è presente e in vita, gli spazi per l’adozione del figliastro si restringono. Se Renzi avesse coraggio sulla stepchild adoption spiegherebbe che l’istituto è pensato per tutelare e rafforzare l’interesse dei minori e non quello dei genitori. E alla fine spiegherebbe ai furbi parlamentari del PD che inventano cose che nella legge non ci sono quello che è molto lesto a spiegare in altri casi: o si fa così o puoi andare, quella è la porta, Fassina ha tanto bisogno di compagnia. Se Renzi avesse coraggio.

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