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L'attacco di Scurati a Propaganda Live: "Liliana Segre ha subito le decisioni di Mussolini, e La Russa ostenta i suoi busti" | VIDEO

Maria Teresa Mura|

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Diego Bianchi ieri a Propaganda Live ha intervistato lo scrittore Antonio Scurati, in occasione della pubblicazione del terzo volume di “M”, “Gli utimi giorni dell’Europa”. Scuratie ha ricordato le parole di Liliana Segre e messo i puntini sulle i riguardo al neo presidente del Senato Ignazio La Russa.

L’attacco di Scurati a Propaganda Live: “Liliana Segre ha subito le decisioni di Mussolini, e La Russa ostenta i suoi busti” | VIDEO

“Le parole di Liliana Segre mi hanno commosso. Sarà anche una mia ossessione, ma pensare che quella donna ha vissuto in prima persona il fatto che Mussolini, di cui il presidente del Senato ha busti in casa, nella tarda estate del 1938 promulgò le leggi razziali”, spiega Scurati sottolineando che Mussolini, non per una profonda convizione antisemita come quella di Hitler, ma per associare il destino dell’Italia a quello della Germania nazista, fece questa scelta, solo per “un meschino opportunismo politico” e racconta: “Quell’uomo lì di cui il presidente del Senato mostra con orgoglio i busti decise di espellere da un giorno all’altro dalle scuole i bambini di religione ebraica”.

E tornando sull’attualità ha poi spiegato: “Hanno vinto le elezioni ma il fatto che abbiano vinto le elezioni dimostra che chi vuole coltivare con un senso dell’altrui e della propria dignità personale la memoria di ciò che l’Italia è stata, quindi un’idea di futuro era in errore? No”. Così Antonio Scurati, interrogato da Diego Bianchi a Propaganda Live sulla vittoria della destra e sul futuro governo Meloni spiega cosa, a suo avviso sta succedendo e qual è la sua chiave di lettura degli avvenimenti che stiamo vivendo: “Penso che la democrazia sia sempre una lotta per la democrazia, che la storia sia sempre una lotta per la storia. Non si vincono tutte le battaglie, spesso si perdono, ma vale comunque la pena di combatterle, e dovremo continuare a farlo. l Governo della Meloni non sarà un ritorno del fascismo, ma questo non deve smettere di preoccuparci e tenerci combattivi”, continua Scurati che paragona la democrazia a una pianta di vite, da curare continuamente per poterla far sopravvivere e assaporare i suoi frutti.