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La monumentale risposta di Sassoli a Putin che lo definì “persona non grata”

Ad aprile il Cremlino vietò l’ingresso al Presidente del Parlamento Europeo e ad altri 7 cittadini europei

Sassoli Putin

Erano i primi giorni della scorsa primavera quando si è consumato uno dei più imponenti scontri diplomatici tra l’Unione Europea e la Russia. Si arrivò allo scontro frontale, con tanto di accusa diretta e divieto di ingresso deciso dal Cremlino nei confronti di 8 personalità che rappresentavano 8 Paesi diversi, con ruoli diversi all’interno delle istituzioni UE. Ed è in quel frangente che si è consumato lo scontro tra David Sassoli e Vladimir Putin, con il presidente russo che – oltre a “bannare” l’ingresso nel Paese del Presidente del Parlamento Europeo – lo definì “persona non grata”.

Sassoli-Putin, quando la Russia bannò il Presidente del Parlamento UE

Il nome del compianto Presidente del Parlamento Europeo era stato inserito nell’elenco pubblicato all’interno del comunicato pubblicato dal Ministero degli Esteri russo. Una reazione, quella del Cremlino, alle sanzioni decise dall’Europa nei confronti della Russia. Sanzioni prese nei confronti di quattro funzionari russi legati all’arresto del blogger Aleksei Navalny, acerrimo rivale di Vladimir Putin.

La Russia, per rispondere a queste decisioni prese dalle istituzioni europee decise di scagliarsi contri otto alti funzionari dell’Unione Europea. E tra di loro c’era anche David Sassoli. Il Presidente del Parlamento Europeo rispose immediatamente alla mossa di Putin con una risposta monumentale in cui si mettevano in evidenza tutti i comportamenti sbagliati di Putin e del Cremlino. Perché il caso Aleksei Navalny era (ed è tuttora) solamente la punta dell’iceberg.

“A quanto pare, non sono il benvenuto al Cremlino? Lo sospettavo un po’. Nessuna sanzione o intimidazione fermerà il Parlamento europeo o me dalla difesa dei diritti umani, della libertà e della democrazia.Le minacce non ci zittiranno. Come ha scritto Tolstoj, non c’è grandezza dove non c’è verità”.

Una persona “non grata”, l’aveva definito Vladimir Putin. Per una Russia che si era già persa nei deliri d’onnipotenza di un Presidente specchiato. Ma solo nel suo ego.