Politica

“Salvini innamorato di Draghi” e i selfie all’Esselunga: il giornalismo secondo “Libero”

Il quotidiano di Feltri e Senaldi si supera mettendo in prima pagina il “Salvini innamorato” e le sue domeniche al supermercato, tra consigli e foto-ricordo.

Libero Salvini draghi titolo

 

Quando credete che abbiamo toccato il fondo, loro cominciano a scavare. Loro sono i titolisti di “Libero” e il fondo è il titolo con cui questo sedicente quotidiano apre la prima pagina di oggi:

“Salvini innamorato di Draghi viene elogiato dalla gente”. (Gulp!)

E, nell’occhiello, precisano:

“Riceve complimenti al supermercato” (Gasp!)

governo draghi lega partito democratico

Ma è nel catenaccio che quei geni di Feltri e Senaldi – o chi per loro – si superano, regalando agli italiani una lezione gratuita di come non si dovrebbe mai fare giornalismo. E, a partire da un post pubblicato da Matteo Salvini su Facebook nel quale si vanta di non poter girare liberamente al supermercato senza essere fermato da fan e ammiratori che lo ringraziano, gli ineffabili titolisti di “Libero” si spingono a una profonda analisi della situazione politica italiana, offrendo ai propri lettori una fotografia ad alta risoluzione del momento vissuto dal Paese:

“Matteo (chiamato per nome, ndr) conferma l’appoggio a Mario (anche lui col nome di battesimo, come se fosse il primo frescone che passa al bar, ndr): ‘In Europa a testa alta, meno tasse e più cantieri’. E all’Esselunga di Firenze le persone lo fermano per consigli e foto. Lui: ‘Non è male…'”

Non è Lercio, come si direbbe in questi casi, ma la vera prima pagina di un quotidiano italiano oggi in edicola, uno dei rari casi di giornali che ha più milioni di euro di sovvenzioni pubbliche (5,4 nell’anno 2019, fonte: Il Post) che lettori (quattro), e che, direttamente o indirettamente, influisce sul dibattito pubblico di questo Paese in uno dei momenti più delicati e complessi della sua storia.

Insomma, era difficile fare peggio dei titoli su gay, migranti e meridionali degli ultimi anni, e in effetti quelli restano una pietra d’inciampo della disumanità e dell’intolleranza applicata al giornalismo, ma non si può non riconoscere l’impegno a mantenere gli standard qualitativi all’altezza delle aspettative dei propri lettori.