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Tutto quello che ha da dire Salvini il giorno dopo Halle è che il terrorismo di destra è meno grave di quello islamico

@Giovanni Drogo|

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«Il terrorismo islamico ha fatto migliaia e migliaia di vittime in tutto il mondo, è presente in tutto il mondo e sono organizzati. I dementi che sparano in nome di Hitler e di Stalin fortunatamente sono meno e il nazismo e il comunismo non torneranno più, chi spara in nome di chiunque è comunque un deficiente e va rinchiuso». Così Matteo Salvini a Mattino 5 parlando dell’attentato terroristico di Halle, in Germania, commesso da Stephan Balliet e mandato in diretta su Twitch.

Il curioso benaltrismo di Salvini sul terrorismo islamico?

È abbastanza curioso che Salvini, il giorno dopo un attentato portato a termine da un neonazista (due morti, due feriti e una bomba che fortunatamente non è esplosa) si precipiti a dire che il male peggiore è il terrorismo islamico e che per fortuna quelli che sparano in nome di Hitler e di Stalin (ad esempio?) non sono altrettanto numerosi dei terroristi islamici. Questo benaltrismo ad orologeria di Salvini da cosa è giustificato? Per quale motivo il leader della Lega ci tiene a precisare che i pericoli sono ben altri che un tale dichiaratamente neonazista che si è recato davanti ad una sinagoga in Germania per uccidere degli ebrei? A voler pensar male sembra un ragionamento speculare a chi quando gli si ricordano i crimini del Fascismo in Italia estrae immediatamente l’«allora le Foibe??» d’ordinanza. Niente in contrario con il ricordare le vittime delle foibe, ma se si parla di un certo tipo di crimini politicamente connotati che senso ha?

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Perché nessuno ha detto che i neonazisti o i suprematisti bianchi che uccidono persone innocenti sono più pericolosi dei fondamentalisti islamici che si fanno esplodere o aprono il fuoco in una sala da concerto. E sicuramente alle vittime poco importa di essere state uccise da un terrorista islamico o da un musulmano. Per quel che vale per i morti nemmeno saltare sopra una mina di fabbricazione italiana o morire in un attacco di un drone fa molta differenza.

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Dal manifesto dell’attentatore di Halle

Detto questo, fatta la doverosa premessa per condannare ogni atto di violenza criminale e terroristica, perché oggi Salvini non si è limitato a condannare il gesto di un suprematista bianco e ha dovuto ricordare che si muore anche di terrorismo islamico? Forse perché in Italia ad esempio storicamente si muore soprattutto per attacchi terroristici di altro genere? Gli Anni di Piombo non erano certo un problema di “guerre religiose”. E come dimenticare di Luca Traini, l’attentatore di Macerata che era stato candidato proprio con la Lega? Il problema oggi non è quello di dire che negli anni Settanta e Ottanta esistevano formazioni terroristiche “nere” o “rosse”. E non è nemmeno rivelare che il terrorismo islamico esiste. La questione è prendere atto che – in un periodo in cui gli attacchi terroristici “altri” sono quasi scomparsi almeno nel nostro Continente – abbiamo un problema con il terrorismo suprematista di matrice neonazista. Minimizzare questo dato di fatto, fare finta che i manifesti dei vari Breivik, Tarrant o dell’attentatore di El Paso non siano mai esistiti e limitarsi ad una conta dei morti è pericoloso. Ma sopratutto rivela come Salvini abbia qualche remora ad accusare apertamente i neonazisti. E non è certo perché uccidono meno degli altri.

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