Politica

Un accordo tra M5S e Lega per una nuova legge elettorale e il voto

roberto maroni querela di maio campi rom roma - 4

Roberto Maroni non è fuori dalla politica anche se è fuori dagli incarichi della politica, e in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica prova a disegnare uno scenario di risoluzione della crisi di governo aperta dalle elezioni del 4 marzo in cui il MoVimento 5 Stelle e la Lega si accordano per una nuova legge elettorale e per riportare il paese alle urne al massimo il 26 maggio del 2019, ovvero nel giorno in cui si torna a votare per le elezioni europee. Ma l’obiettivo preconizzato da Maroni va più in là e si sposta fino a ottobre 2018, quando il paese potrebbe tornare di nuovo a votare: «Salvini ha fatto una scelta saggia. Le sue dichiarazioni di ieri mattina in Val d’Aosta mi sembrano nette. E rafforzano quello che secondo me è lo scenario più probabile: i due leader del centrodestra e dei Cinque Stelle faranno saltare il banco e a ottobre si tornerà alle urne».

roberto maroni copertina

Le schermaglie di queste settimane nascondono un obiettivo comune e, ad oggi, indicibile?
«Se io fossi Salvini o Di Maio non avrei dubbi. C’è una data già certa ed è il 26 maggio del 2019. Quel giorno si andrà a votare per le Europee, non si scappa. E se entro quel giorno non avranno fatto il reddito di cittadinanza e l’abolizione della legge Fornero i due leader perderanno la faccia. E un vagone di consensi. A loro conviene votare prima».

Ma non si rischierebbe la replica dei risultati del 4 marzo?
«No, se si fa una legge elettorale con un premio di maggioranza alla lista. In quel caso Salvini e Berlusconi sarebbero costretti a fare una lista unica, Forza Lega o Lega Italia non importa. A quel punto Salvini avrebbe in mano l’intero centrodestra e, con il Pd ridotto ai minimi termini, la partita elettorale sarebbe tra Salvini e Di Maio. Chi vince governa per cinque anni, chi perde fa il capo dell’opposzione. E finalmente si entra a vele spiegate nella Terza Repubblica. Conviene a entrambi, no?».

Per Maroni quindi lo scenario più probabile è quello in cui una nuova legge elettorale, che a questo punto potrebbe essere una riedizione del Mattarellum, con un forte effetto maggioritario, oppure simile al Porcellum, favorirebbe la coalizione di centrodestra o il MoVimento 5 Stelle, consentendo così l’esclusione del terzo polo attualmente rappresentato dalla sinistra e dal Partito Democratico.

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