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Ma Putin sta davvero ritirando le truppe russe dal confine con l'Ucraina?

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Una partita a scacchi potrebbe trasformarsi nel gioco delle tre carte. Nei giorni scorsi, infatti, lo staff di Vladimir Putin aveva reso pubblica l’intenzione del ritiro delle truppe russe dal confine con l’Ucraina. Parole che avevano fatto pensare alla de-escalation delle tensioni tra i due Paesi. Ma sta andando veramente così? Le ultime informazioni che arrivano dai tre lati del confine tra i due Stati indicano la strada opposta.

Ritiro truppe russe dal confine dell’Ucraina, ma è davvero così?

Come riporta AdnKronos, alla Casa Bianca sono convinti che l’annuncio del ritiro truppe russe dal confine con l’ucraina sia stato solamente uno specchietto per le allodole. Un alto funzionario del governo americano, infatti, sostiene che nelle ultime ore il fronte militare sia addirittura diventato ancor più affollato, con l’aggiunta di circa 7mila soldati: “Ogni elemento raccolto indica la loro volontà di offrirsi in pubblico di parlare, rivendicare una de-escalation mobilitandosi intanto in privato per la guerra”. E in tanti, anche in Europa e nella Nato, sono convinti che l’annuncio fatto da Vladimir Putin nei giorni scorsi sia stato solamente di facciata.

La de-escalation, dunque, sembra non esserci. L’invasione russa in Ucraina era prevista per la giornata di ieri – mercoledì 16 febbraio -, ma per il momento sembra essere solamente rimandata. L’aumento del numero di truppe militari schierate lungo i tre lati del confine con la Russia, infatti, sembra andare nell’esatta direzione opposta rispetto ai proclami “pacificatori” fatti nei giorni scorsi da Vladimir Putin e dal suo entourage. Parole che hanno spento le tensioni solamente per qualche ora, viste le mosse successive.

E tutto ciò, come racconta Il Corriere della Sera, non permette ai Paesi della Nato di abbassare l’attenzione: Romania e Slovacchia, Bulgaria e Ungheria hanno già dato parere positivo sull’invio e la messa a disposizione di altre truppe per rinfoltire il contingente. E anche l’Italia, come spiegato dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha confermato che il nostro Paese farà la sua parte. Nei giorni scorsi, infatti, era stato già annunciato il dispiegamento di mille tra alpini e bersaglieri. E oggi quel quantitativo potrebbe aumentare, visto l’evidente mancato ritiro delle truppe russe di confini ucraini.

Si cerca un pretesto?

Secondo quanto trapelato da fonti Nato citate dai quotidiani La Repubblica e La Stampa, la Russia avrebbe aumentato il proprio contingente in attesa di un pretesto per far scattare l’invasione dell’Ucraina. Perché la guerra che fisicamente non è ancora iniziata, è già attiva nella parte ibrida che coinvolge anche gli aspetti della cyberwar: una lunga sequela di false notizie messe in circolazione dall’attivissima (come abbiamo già visto in passato, con le influenze e le interferenze nelle elezioni americane) rete di disinformazione russa sarebbe il modo per accendere quella miccia per far deflagrare le tensioni in un conflitto armato. La soluzione diplomatica, dunque, resta una priorità. Ma sul tavolo verde di queste tensioni la Russia starebbe tentando il gioco delle tre carte, con un mazzo truccato.

(foto IPP/picture alliance)