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Rimini e Ravenna, grosso guaio a 5 Stelle

alessandrodamato|

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È ancora l’Emilia Romagna il problema del MoVimento 5 Stelle. Lì dove il grillismo era nato e cresciuto e aveva ottenuto i suoi primi eletti, e lì dove era nato il dissenso che aveva portato prima all’espulsione di Valentino Tavolazzi e poi ai vari casi Salsi, Favia e Pirini. Proprio lì fa più rumore oggi la rinuncia a correre alle elezioni amministrative di Rimini e Ravenna. E dopo la notizia le recriminazioni e le guerre sotterranee interne al MoVimento 5 Stelle sono esplose. Anche perché nessuno dello staff ha comunicato le motivazioni delle decisioni prese, così come a Salerno, Latina e Caserta.

Rimini e Ravenna, grosso guaio a 5 Stelle

Il caso più deflagrante è quello di Rimini. Qui l’unico a parlare è l’eletto all’Europarlamento Marco Affronte, che rimini ravenna movimento 5 stelle
 
«Purtroppo, i vertici del Movimento 5 Stelle invece di legittimare quel gruppo storico di Rimini, lo hanno calpestato ripetutamente», accusa invece Grassi. Carla Franchini, l’unica consigliera comunale di Rimini presente dal 2011 e sostenitrice della Toni, invece attacca proprio il gruppo che aveva condotto Grassi alla candidatura: “Grillo e Casaleggio non sono sprovveduti – dice ai microfoni di Radio Icaro e Icaro Tv – ed è impossibile pensare che siano stati superficiali. Se sono arrivati a prendere la decisione di non concedere la certificazione è perché erano ben consapevoli della situazione riminese. La volontà dei vertici è chiara: si ricomincia da capo ma con massima apertura e correttezza”.

Emilia Romagna: la terra dei ribelli 

Anche a Ravenna la mancata certificazione ha causato rabbia. Poche ore dopo l’annuncio sul blog Francesca Santarella (una delle due candidate a sindaco) si è dimessa da consigliera comunale. Santarella, in polemica con il meetup ravennate, lo scorso gennaio aveva presentato una lista alternativa. “La lista – spiega la ormai ex consigliera comunale – inviata secondo i dettami previsti dal Movimento 5 Stelle, è stata presentata nella speranza che anche a Ravenna potessero continuare ad essere perseguiti i principi di onestà, tutela dell’interesse pubblico, impegno, rigorosa coerenza, studio e proposte concrete con cui ho sempre cercato di onorare il mio incarico nelle istituzioni. Preso atto del giudizio, l’osservanza di questi stessi principi mi impone ora di rimettere il mandato”. A Ravenna però il M5S aveva votato e scelto un’altra candidata: quella Michela Guerra che poi era stata oggetto di dossieraggio presso lo staff con accuse discutibili di conflitto d’interesse. E oggi, mentre la pagina rimini ravenna movimento 5 stelle 1
Microcefalia, ipotesi di complotto, vecchie ruggini degli ex che tornano di moda e decisioni dello staff contestate: se l’Emilia Romagna torna a ribollire prima o poi Grillo e Casaleggio dovranno intervenire di nuovo per riportare l’ordine e spiegare la logica delle loro decisioni. Oltre che fare da paciere tra le parti in lotta, come non hanno mai fatto. Oppure espellere, come già è successo.
 
Foto copertina da qui