La macchina del funky

Renzi e la paura che Grillo vinca in Liguria

Maria Teresa Meli firma oggi il solito retroscena su Matteo Renzi, stavolta nel mirino c’è il voto alle elezioni regionali e il caso Liguria. Nonostante sondaggi (clandestini e non) alla mano sia piuttosto improbabile non tanto che non vinca la Paita (che è in testa ma i numeri per ora dicono che non avrà abbastanza voti per governare da sola), ma che la candidata di Grillo, Alice Salvatore, superi Toti che è dato molto vicino alla candidata democratica, il retroscena punta su Grillo che vince in Liguria:

Ma se invece in Liguria il Pd perdesse e i grillini riuscissero ad assicurarsi per la prima volta una regione, allora le carte in tavola cambierebbero. Renzi infatti è stato l’uomo che il Pd ha scelto per fermare l’ascesa del Movimento 5 Stelle. Quando un pezzo del Partito democratico,che pure non simpatizzava per l’allora sindaco di Firenze, decise di staccare la spina al governo guidato da Enrico Letta, lo fece proprio perché convinto che con quell’esecutivo i grillini sarebbero diventati una forza inarrestabile, mentre con Renzi avrebbero avuto vita dura. Cosi è stato. E alle Europee il Pd ha ottenuto un risultato insperato, mentre i pentastellati si sono fermati.
Del resto, fu lo stesso Renzi a spiegare che se non ci fosse stato lui a palazzo Chigi «chissà a quest’ora Grillo quanti voti avrebbe avuto». Ebbenese ora si registrasse, seppure nella sola Liguria, un’inversione di tendenza questo sarebbe un segnale di cui il premier non potrebbe tener conto. Significherebbe che la «spinta propulsiva» del renzismo della prima ora si sta esaurendo e che l’antipolitica che il presidente del Consiglio era riuscito a bloccare sta piano piano riprendendo piede.

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I sondaggi di metà maggio sulle elezioni regionali (Corriere della Sera)