Economia

Regime dei minimi, cosa cambia per le partite IVA

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Il Corriere della Sera pubblica oggi questa infografica che spiega cosa cambia per le partite IVA con il nuovo regime dei minimi e l’aumento dei contributi per la gestione separata INPS. Il quotidiano scrive inoltre che dopo l’autocritica di Renzi che ha smentito le difese del provvedimento del governo messe in atto da Yoram Gutgeld e Matteo Orfini, il governo comincia a lavorare alle ipotesi di modifica per il provvedimento.

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L’infografica del Corriere della Sera su cosa cambia per le partite IVA (24 dicembre 2014)

Per il sottosegretario all’Economia Emilio Zanetti si tratta di decidere se si vuole operare a «invarianza di risorse» oppure se siamo in grado di investire risorse aggiuntive.

Nel primo caso Zanetti propone di rinunciare agli interventi sui contributi previdenziali di artigiani e commercianti – che assorbono buona parte degli 800 milioni stanziati per gli autonomi – , di confermare le nuove soglie Irpef previste dalla legge di Stabilità per le varie tipologie di partite Iva e alzare però il forfait per professionisti e freelance da 15 mila a 30 mila, «applicando un’aliquota fiscale tra il 10 e il 12%». Per operare queste correzioni si potrebbero usare i decreti attuativi della delega fiscale che potrebbero essere approvati entro marzo. «Tra l’altro la delega fiscale è la sede più appropriata per modificare norme di questo tipo e caso mai si è sbagliato a usare la Stabilità». È chiaro che in questo modo artigiani e commercianti farebbero un passo indietro e i freelance avrebbero un regime fiscale dei minimi più severo di quello di oggi (10-12% contro 5%) ma valido per sempre – e non solo per 5 anni – e senza tetti anagrafici. Se invece il governo fosse in grado di reperire nuove risorse il passo indietro per la previdenza di artigiani e commercianti non sarebbe più necessario e si potrebbe finanziare con alcune centinaia di milioni di euro il rialzo dei minimi per professionisti e freelance tra i 25 e i 30 mila euro. «In questo modo pareggeremmo l’autogol che ci siamo fatti. Siamo il primo governo che ha stanziato 800 mila euro per le partite Iva e siamo riusciti a prenderci gli insulti!». Zanetti pensa che anche l’aumento dei contributi al 33% per la gestione separata Inps sia un errore, «sopra il 25% non è sostenibile».

Zanetti, eletto con Scelta Civica, dovrebbe anche ricordare che l’errore è stato commesso da chi varò il provvedimento per l’aumento dei contributi: il governo Monti.
 

Regime dei minimi e partita IVA: le infografiche