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I furbetti che prendono il reddito di cittadinanza mentre hanno un’attività commerciale in nero

Il Reddito di Cittadinanza è ufficialmente partito e con esso le polemiche. Dopo quelle esplose sulla pagina Facebook di Inps per le famiglie tocca alla caccia ai furbetti. A farla però non sono i Navigator del RdC ma utenti indignati che vanno in giro su Facebook a cercare i “furbi”

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Finalmente è arrivato il Reddito di Cittadinanza e tante persone oneste che hanno difficoltà a far quadrare i conti avranno un aiuto da parte dello Stato. I primi beneficiari del RdC hanno già iniziato a ricevere la card e a veder erogati gli assegni mensili, per importi che variano tra i 40 e i 780 euro a seconda della fascia di reddito nella quale si posizionano in base alla dichiarazione ISEE. Ma come sempre il problema non sono gli onesti ma quelli che provano a fare i furbetti.

Quella che affitta casa per le vacanze ma prende il Reddito di Cittadinanza

Nonostante i mille paletti del RdC – quelli ad esempio che escludono i nuclei familiari con una persona con disabilità grave – qualcuno che fa il furbo c’è. E lo fa con la complicità dello Stato visto che al momento della presentazione delle domande “processate” e accolte in queste settimane si fa riferimento alla dichiarazione ISEE del 2017 e non a quella del 2018. A breve, a partire da settembre, debutterà l’ISEE precompilato e i database verranno aggiornati alla situazione reddituale del 2018. Se da un lato – in caso di variazioni del reddito – questo comporterà l’esclusione di alcuni beneficiari attuali del RdC dall’altro consente, ed in maniera perfettamente legittima, di percepire il sussidio anche se non se ne ha diritto.

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La cosa naturalmente fa arrabbiare molte persone, soprattutto coloro che ritengono che il Reddito di Cittadinanza sia una forma di assistenzialismo di Stato a tutto vantaggio dei soliti furbetti, quelli che hanno auto, case e attività commerciali intestate ad altri e che quindi dichiarano un reddito di gran lunga inferiore a quello reale. Qualcuno per sbaglio è venuto allo scoperto direttamente sulla pagina di Inps per la famiglia. Si tratta di una utente che ha dichiarato di aver già ricevuto risposta positiva alla domanda per ottenere il RdC e di essere in attesa delle istruzioni per il ritiro della card e della prima erogazione degli importi. Quando sulla pagina Facebook dell’Inps si abbatté l’uragano di troll a caccia di Candy Candy Forza Napoli e delle sue orecchie da coniglio qualcuno notò quel commento e fece notare che a pochi click di distanza dal profilo della signora era possibile reperire una serie di informazioni riguardo offerte di casa vacanza in Calabria.

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Successivamente, quando diversi utenti hanno pubblicato i link all’attività della signora in questione, il post è stato rimosso e l’utente ha blindato il suo profilo Facebook, ma gli annunci sono ancora tutti lì, su pagine Facebook dedicato sulla sezione Marketplace di Facebook. Più di qualcuno si è chiesto come mai l’Inps abbia dato il via libera all’erogazione del sussidio. Le ragioni possono essere molte: la stagionalità dell’occupazione non genera un reddito oltre la soglia; nella domanda si fa appunto riferimento ai redditi del 2017 oppure gli affitti non vengono regolarmente dichiarati. Certo, rimane sempre il dubbio riguardante il fatto che la proprietà di un immobile – ammesso che sia questo il caso – dovrebbe far aumentare la dichiarazione ISEE.

Il video con la “benedizione” della card e il santino di Luigi Di Maio

Un altro post che sta generando un certo “scandalo” è quello del video – diventato virale con oltre un migliaio di condivisioni – di un utente che durante il pranzo di Pasqua “benedice” un altarino improvvisato. Anche qui si festeggia l’arrivo della card per il Reddito di Cittadinanza e si ringrazia Luigi Di Maio. L’uomo protagonista del video sembra voler dire che grazie al ministro del Lavoro finalmente anche lui potrà beneficiare del sussidio. Non è chiaro se quella messa accanto alla foto di Di Maio – che l’uomo bacia come se fosse un santino – sia una card del RdC o una normale Postepay. In teoria le Postepay sono su circuito Visa (tranne le Postepay evolution che sono nere) mentre la card per il RdC è su circuito MasterCard, come quella del video.

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Anche in questo caso il profilo pubblico del post ha consentito di recuperare “informazioni” circa l’autore del video. Criticato non solo perché indossa una felpa di Armani ed ha molti tatuaggi (“costano”, ripetono in coro nei commenti) ma soprattutto perché sembra essere il titolare di un’attività commerciale a carattere artigianale. Siamo di fronte al solito caso di un giovane imprenditore che non riesce ad arrivare a fine mese (ma che l’anno scorso ha festeggiato il matrimonio con un viaggio di nozze a Santo Domingo) oppure è un nuovo furbetto che non dichiarando i redditi figura come “povero” nullatenente o quasi? «Adda campa 100 ann Luigi Di Maio» scrive nei commenti un amico dell’uomo. Poi inizia l’invasione di quelli che se la prendono con i “terroni” e che un po’ per gioco un po’ sull’onda dell’indignazione taggano l’Inps, la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate. Dopo due giorni però il post è ancora lì, che fosse una presa in giro nei confronti di Di Maio? E del resto, cosa potrebbe fare il ministro? In fondo per la fretta di far partire il Reddito di Cittadinanza in tempo per le elezioni europee il provvedimento è stato scritto male e l’assunzione per i famosi Navigator, che dovranno occuparsi proprio di seguire i percettori del RdC e verificare che tutto sia in regola deve ancora iniziare. E se manca chi controlla la colpa è di Di Maio, non dei furbetti o presunti tali che sapendolo ne approfittano. Perché sono i cittadini e non le autorità competenti a dover “vigilare” e scovare i furbetti? Il frutto amaro del RdC è anche questo: creare una classe di delatori che sorvegliano i beneficiari al posto di Inps, Navigator e Agenzia delle Entrate. Con buona pace di quelli che se la prendevano con Candy Candy Forza Napoli perché non riusciva a trovare il PIN.

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