Cultura e scienze

Così la RAI perde soldi per cancellare Fazio (e chi paga?)

fabrizio salini

Nella surreale vicenda della cancellazione delle ultime tre puntate di Che Tempo Che fa operata c’è un dato importante: la RAI perderà i soldi degli spot venduti per la trasmissione di Fabio Fazio e questo dovrebbe costituire un campanello d’allarme per l’azienda. Ieri Teresa De Santis, direttrice di Rai1 scelta della Lega, è stata convocata dall’amministratore delegato Fabrizio Salini, che l’ha strigliata per non averlo avvertito della cancellazione delle ultime tre puntate di Fuori che tempo che fa, giudicata inopportuna anche alla luce degli attacchi pressoché quotidiani del leader della Lega contro Fazio e il suo «stipendio milionario», segno di una politica che continua a dettare legge nella tv pubblica. Ma, racconta Repubblica, c’è di più:

Ma pure i programmi e i conduttori scelti per l’estate di Rai1 sono finiti nel mirino: ritenuti non in linea con i criteri di innovazione e sperimentazione indicati da Salini. E a poco sono servite le proteste di De Santis, che si è trincerata dietro la campagna elettorale e la necessità di garantire la par condicio. L’ad ha tenuto il punto: l’unica puntata del talk che gli risultava dovesse saltare era quella del 20 maggio, per consentire a Vespa di riequilibrare la presenza dei politici a Porta Por
ta.

Il 27 maggio lo speciale elezioni sarebbe andato subito dopo il Tg1, dunque la seconda serata di Fazio si poteva confermare. E lo stesso dicasi per il 3 giugno, quando invece è stato programmato un film. In più aver appreso dello stop in diretta tv, anziché dalla direttrice di rete, per Salini rappresenta una compromissione del rapporto fiduciario. Anche per questo le nomine dei vicedirettori a lei graditi potrebbero slittare: probabilmente oggi verranno designati solo i vertici della Corporate.

Ma soprattutto, c’è il problema degli spot:

L’immagine che se ne ricava è quella di un’azienda nel caos. Che oltretutto mette in pericolo gli spot. «Far saltare dalla sera alla mattina una trasmissione solida per ascolti, format e conduzione un po’ ci spiazza», commenta infatti Vicky Gitto, presidente dell’Adci, la principale associazione che raccoglie le aziende di pubblicità e comunicazione. «Il concetto che gira tra i nostri corridoi è: se si cancella Fazio e con lui gli spot già pianificati, cosa potrebbe accadere domani con format meno solidi o sperimentali?»

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