Cultura e scienze

La storia della RAI che paga Cottarelli per Che tempo che fa

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Il Giornale e la Verità vanno oggi all’attacco di Carlo Cottarelli, la cui partecipazione a Che tempo che fa su Raiuno è finita nel mirino dei sostenitori del governo gialloverde nei giorni scorsi per l’ovvio motivo politico mascherato da attenzione ai conti e alle spese (altrui, sempre quelle altrui). Nonostante il programma di Fabio Fazio sia infatti uno di quelli da cui la televisione pubblica guadagna, da destra e da sinistra (a seconda di chi è al governo) arrivano sempre questi attacchi fondati sui costi.

La storia della RAI che paga Cottarelli per Che tempo che fa

In queste settimane tocca a Cottarelli. Del quale si rivela, con la furbizia tipica del titolista delle dive, che ogni suo intervento costa alla RAI 6500 euro (ovvero come un normale intervento di un professionista che occupa uno spazio fisso e collabora al lavoro redazionale su un programma della tv pubblica). Bisogna però leggere con attenzione per capire che il compenso non viene versato a lui direttamente ma all’Università Cattolica di Milano, ateneo nel quale Cottarelli guida (gratuitamente) l’Osservatorio sui Conti Pubblici italiani.

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Come d’abitudine, la polemica sui compensi – periodicamente cacciata da politici in cerca di strapuntini e giornalisti a caccia di sprechi ma non in grado di trovarli (come Cottarelli) – viene utilizzata in modo strumentale per cercare di non far parlare Cottarelli dei conti pubblici italiani. Il motivo è comprensibilissimo.

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