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Quarto, Rosa Capuozzo si dimette e attacca il M5S

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Rosa Capuozzo si dimette da sindaco di Quarto Flegreo. La sindaca annuncia il suo addio in conferenza stampa dopo l’audizione dell’altroieri in Commissione Antimafia e nel giorno in cui la presidente Rosi Bindi ha deciso di inviare gli atti della stessa audizione ai pubblici ministeri che indagano. Dalla ricostruzione complessiva dei fatti fornita dal sindaco e alla luce della documentazione giudiziaria acquisita dalla Commissione “è emersa la necessità di segnalare alla Procura alcuni aspetti da approfondire, sui quali anche la Commissione si riserva di svolgere ulteriori analisi”, si spiega in una nota. «È impressionante quello che ha suscitato il caso, mi dimetto», avrebbe annunciato la sindaca che oggi avrebbe dovuto presentare il nuovo simbolo politico della sua amministrazione dopo l’espulsione dal MoVimento 5 Stelle. «La mia non è una resa ma un gesto d’amore per Quarto», avrebbe aggiunto.

Quarto, Rosa Capuozzo si dimette

Nei giorni scorsi, in conseguenza della storia, il marito della sindaca era stato indagato per abuso edilizio. “Ho fatto giuramento e ho rispettato fin che ho potuto – ha aggiunto – gli altri quelli che si sono dimessi forse credevano di fare una gita fuori porta”, ha aggiunto ancora in chiara polemica con i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle che in questi giorni si sono dmessi da assessori e consiglieri. Capuozzo, ex esponente del Movimento Cinque Stelle, è finita al centro di una vicenda politico-giudiziaria in seguito a un’indagine condotta dalla procura di Napoli e poi espulsa dal Movimento. Nei giorni scorsi per la sindaca era stata ipotizzata l’accusa di favoreggiamento. Il motivo delle dimissioni però è tutto politico: «Vado via perché mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese».  E poi: «Non mi ricandido e non penso neanche ad una lista civica». L’ex 5 Stelle è tornata ad accusare il Direttorio: «Sulla vicenda sapeva tutto». E ancora: «Mi sono sentita abbandonata dal M5S, come tutti i cittadini di Quarto. Se si vogliono governare i territori difficili i problemi si affrontano». Capuozzo si dice dispiaciuta per gli attacchi ai quali è stato esposto il Movimento 5 Stelle, ma spiega che «sarebbe successo comunque, non con il nostro Comune ma con un altro. Spero che sia un motivo di riflessione e spero che da questo nasca un Movimento più forte», ha concluso. La Capuozzo ne ha anche per Roberto Fico: «Fico il 9 gennaio mi ha telefonato per dirmi che dovevo dimettermi. Il 10 voleva venire al flash mob e starmi accanto se mi fossi dimessa. Dal giorno successivo tutti sono spariti». E ancora:  «Prima mi difendono con otto punti – ricorda Rosa Capuozzo – poi arriva il 6 gennaio e l’attacco mediatico. Il 9 gennaio mi espellono. Io chiedo un incontro, mi propongono di ricandidarmi. Al flash mob vengono a sostenerci (andò Nugnes, ndr.) ma dal blog mi scaricano per omessa denuncia. Il 10 gennaio Fico e Di Maio mi chiesero al telefono poche ore prima del flsh mob di mettermi in piazza accanto a loro e ripresentarmi, io invece chiesi un incontro».

La versione di Rosa

La goccia che ha fatto traboccare un vaso già parecchio rotto, sono state le dimissioni nelle ultime ore del presidente del Consiglio Comunale, Lorenzo Paparone: così il sindaco avrebbe potuto contare su 10 consiglieri su 16. “Eppure il giorno dopo la mia espulsione, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo fatti una promessa alla quale io avevo creduto – racconta commossa la Capuozzo – poi lo stillicidio dei consiglieri con motivazioni veramente ridicole”.  Angelo Tofalo è uno dei primi deputati del M5S a parlare delle dimissioni:
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