Economia

Quanto ci costa la manovrina che ci «chiede» l'Europa

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Interventi per 3,4 miliardi, come chiesto dall’Unione Europea. Di cui 1,5 miliardi da aumenti di bolli, sigarette e benzina. Si tratterà di un quarto di tagli alla spesa per consumi intermedi dello Stato, in pratica una sforbiciata «selettiva» alla spesa dei ministeri, per un totale di 8-900 milioni. La parte più sostanziosa riguarda tuttavia i rimanenti tre quarti della manovra, pari a circa 2,5 miliardi: 1,5 miliardo verrà dall’aumento di accise e imposte indirette e 1 miliardo dalla lotta all’evasione.

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La manovra (La Repubblica, 4 febbraio 2017)

Gli italiani quindi pagheranno un conto da 1,5 miliardi per le spese non coperte nell’ultima manovra economica del governo Renzi. Arriveranno tutti da aumenti di tasse indirette, che quindi colpiscono indirettamente tutti ma vanno a incidere maggiormente sui portafogli dei più poveri. I calcoli dell’Unione Petrolifera ci dicono che per la benzina  si tratterebbe di un ulteriore incremento di non meno di 3-4 centesimi euro/litro. Cifra destinata a superare anche la soglia dei 4 cent per litro nel caso, come sembra, gli aumenti partissero ad aprile e dunque venissero concentrati in appena 9 mesi. Con aumenti del genere, secondo stime di mercato, l’aggravio annuo sarebbe compreso tra i 26 euro delle vetture a benzina ed i 34 dei diesel. Per le sigarette si calcola un aumento di dieci/venti centesimi al pacchetto, che equivale a un rincaro medio di 20/35 euro l’anno. Un totale di cinquanta-sessanta euro l’anno quindi al netto dei bolli. Chissà, forse non è un problema di “sovranità”. O forse lo è anche troppo.