Opinioni

Quando la Questura convoca il tifoso perché non sta al suo posto

Lorenzo Contucci, avvocato e tifoso della Roma, ha pubblicato su Facebook la foto di questa convocazione in questura ricevuta da un appassionato. Racconta Contucci che durante il colloquio al tifoso è stato contestato che si trovava sul ballatoio della Curva Sud dello stadio Olimpico e che è stato fotografato mentre guardava la partita da quella posizione invece che dal posto assegnato all’acquisto del biglietto.
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Alcuni dicono, da divani e tribune, “eh, ma i tifosi della Roma nun so’ più quelli de ‘na vorta”.
Beh, non abbiamo tempo di curarci di loro perché dobbiamo andare al Commissariato Prati.
Ci devono dire che sul ballatoio (solo noi delle curve eh? Non voi di tribune e divani!) proprio non si può stare e che a Roma/Sassuolo ci hanno addirittura F-O-T-O-G-R-A-F-A-T-O (“sei te questo? Beh qua non ci puoi stare, la prossima volta multa e poi daspo”).
Naturalmente il Commissariato “Prati” è solo la “longa manus” del futuro capo della Polizia Gabrielli (sempre se non vorrà fare il Sindaco) e della catena di comando che ha deciso di distruggere le curve.
Evidentemente infastiditi del vuoti in Curva Sud, ritengono che adesso si debba utilizzare la carota, mentre dietro hanno il bastone che fino ad oggi hanno usato mandando direttamente le multe.
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
La Questura di Roma impiega i suoi uomini per convocare decine di tifosi per queste S-T-R-O-N-Z-A-T-E.
Eh, ma “i tifosi della Roma nun so’ più quelli de ‘na vorta”.
Aprite gli occhi per piacere e pijatece le parti.
“Quelli de ‘na vorta” lo avrebbero fatto.

La mossa della questura si inquadra nell’ottica della Tolleranza Zero che finora ha portato all’installazione di divisori nei settori popolari dello stadio proprio per impedire lo scambio di posto o la vicinanza tra tifosi considerati forse “pericolosi”. Una gestione dell’ordine pubblico che dimostra sempre di più come, sindaco o non sindaco, la situazione è disperata, ma non seria.