Economia

QE: gli effetti del piano di Draghi

La Stampa oggi pubblica un’infografica sugli effetti del Quantitative Easing sul sistema economico. Nell’articolo di Paolo Barone si raccontano gli effetti per tutte le componenti del ciclo economico. Per le famiglie: «Le famiglie beneficeranno di prestiti a tassi più convenienti e dovrebbero essere indotte ad aumentare le spese, soprattutto di beni durevoli e immobili, contribuendo in maniera significativa alla ripresa dei consumi interni. Di contro dovranno misurarsi con un aumento progressivo dell’inflazione, rendimenti quasi azzerati sui Bot ed in forte calo sui conti deposito. Mentre potrebbero spuntare migliori rendimenti dai titoli azionari». Un costo del denaro più basso è favorevole per chi vuole acquistare casa o ha già un mutuo in essere (stipulato in anni anche recenti) e lo vuole rinegoziare o intende approfittare delle opportunità della surroga. Già lo scorso anno, secondo le ultime rilevazioni dell’Abi, sulla scia di tassi di interesse migliori si è assistito ad una forte ripresa dei mutui. L’Istat peraltro ha indicato un mercato immobiliare in risalita dal terzo trimestre del 2014. L’intervento sui titoli di Stato con il Qe, insieme al mantenimento dei tassi di interesse ai minimi sommati alle precedenti misure di Francoforte (vedi Ltro e Tltro) dovrebbero offrire quella liquidità che serve alle imprese per sostenere la ripresa degli investimenti e di conseguenza dare agio a produzione e occupazione.

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Gli effetti del piano Draghi (La Stampa, 9 marzo 2015)