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Processo a Salvini, Di Maio dice sì, ma…

Il vicepremier da Giletti sostiene che il ministro dell’Interno voglia farsi processare e che non ci saranno conseguenze sul governo. Il ministro Fontana lo smentisce

processo salvini di maio

Luigi Di Maio dice sì al processo a Salvini. Ospite di Giletti a Non è l’Arena il vicepresidente del Consiglio ha sostenuto che il ministro dell’Interno ha detto che vuole processare e il MoVimento 5 Stelle non vuole ostacolarlo, anche perché non ci saranno conseguenze sul governo secondo le dichiarazioni di Salvini. “Il governo italiano si oppose allo sbarco dalla Diciotti finché l’Europa non avesse detto dove dovessero andare le persone a bordo. Fu una decisione di tutto il governo”, ha aggiunto Di Maio. “Salvini ha detto ‘io mi voglio far processare’ quindi M5S non gli “farà un dispetto” e voterà si alla richiesta di autorizzazione a procedere. E al processo “sarò il primo a dire che fu una decisione del governo. Si sta provando a scardinare il M5S dalla Lega e far cadere il governo, è il gioco che si fa ogni giorno”, aggiunge.

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Il punto della questione è che però Salvini sembra fare lo sbruffone in pubblico e cercare di evitarsi il problema del processo in privato. Lorenzo Fontana, ministro leghista della Famiglia, dice tutt’altro:

«Penso che le ragioni politiche, giuridiche e storiche stiano dalla parte di Matteo. Siamo e saremo al suo fianco nell’affrontare ogni scenario. Chiaramente se da parte del M5S ci dovesse essere la scelta del voto favorevole all’autorizzazione a procedere questa avrà inevitabilmente delle conseguenze politiche».

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Dal Movimento spesso ricordano che Salvini la scorsa estate aveva detto di voler rinunciare all’immunità. Dovrebbe farlo o ritenete che il Senato debba votare?
«Mi lasci dire una cosa. Al di là delle scelte che Salvini – in maniera comunque legittima e autonoma – farà, il problema è a monte, in una interferenza pericolosa tra poteri. Lo dico con le parole dell’ex pm Carlo Nordio che ha difeso le scelte di Salvini come “atto di discrezionalità politica” e ha spiegato perché in caso di giudizio ci sarebbero “problemi immensi dal punto di vista giuridico” e con le parole del professor Augusto Sinagra che ha parlato di “usurpazione dei poteri” e di “stravolgimento dello Stato di diritto”».

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