La macchina del funky

Il «problema» di Grillo con il MoVimento

beppe grillo vendola

«Sai che ho un problema e non posso essere capo politico del MoVimento»: la frase, indirizzata a un interlocutore telefonico, è stata carpita dal Secolo XIX a Beppe Grillo che era al telefono in un bar di Genova e riportata da Ilario Lombardo:

«Hai visto che abbiamo combinato?». Seduto in un bar di Nervi, nella sua Genova, Beppe Grillo parla al telefono dopo una notte passata a seguire il trionfo di Virginia Raggi a Roma e l’inatteso successo di Chiara Appendino a Torino. È rilassato, radioso, e proprio mentre chiacchiera amabilmente con il suo ignoto interlocutore si lascia scappare una frase: «Sai che ho un problema e non posso essere io il capo politico del Movimento». Una confessione rubata al telefono che riapre il solito interrogativo: chi sarà il leader di questo non-partito che è sempre più un partito? Una domanda che il primo tempo trionfale del voto di Roma rilancia guardando già alla sfida nazionale che sarà il prossimo anno o al massimo nei primi mesi del 2018.

BEPPE GRILLO MOVIMENTO

Roma è la prima tappa, nel sogno pentastellato, un omaggio a Gianroberto Casaleggio che aveva martellato tanto sull’importanza della Capitale come trampolino per il governo. «Luigi ho dato, adesso tocca a voi» insiste Grillo con Di Maio egli altri del direttorio. Il comico si gode lo spettacolo per la prima volta dalla platea e non dal palco, segno che davvero il Movimento comincia a camminare da solo.

A cosa si riferiva Beppe? Probabilmente a nulla di “strano”, visto che Grillo è stato effettivamente “capo politico” del MoVimento alle elezioni del 2013, quando per partecipare bisognava per forza indicarne uno. Forse il “problema” è semplicemente quello sintetizzato dal Giornale:
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