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Giorgia Meloni, il primo decreto sul caro-bollette e sulle cartelle esattoriali?

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Tra gli interventi prioritari c’è il disaccoppiamento del prezzo di luce e gas volto ad abbassare l’impennata delle bollette elettriche e una maxi-sanatoria delle cartelle esattoriali. Giorgia Meloni avrebbe già cominciato a «disegnare la squadra di governo» e a «decidere le priorità, i primi provvedimenti da prendere» una volta che si sarà insediato il nuovo governo, scrive Il Messaggero.

Giorgia Meloni, prima mossa sul caro-bollette

Secondo i tempi concordati con la Commissione Europea prima della caduta del governo Draghi, Roma è tenuta a presentare entro domani la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef) e entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio (Dpb) nel quale il governo definisce a grandi linee l’impianto della manovra economica sulle bollette. La bozza della manovra verrà presentata da Franco, Ministro dell’economia e delle finanze nel governo Draghi, mentre il nuovo governo potrà poi presentare un piano di bilancio aggiornato una volta entrato in carica.

La manovra economica si muoverà nel solco tracciato da Draghi e prevede anche il taglio del cuneo fiscale sul lavoro e una rivisitazione del reddito di cittadinanza.

La sanatoria delle cartelle esattoriali

Il progetto su cui la nuova maggioranza è già a lavoro prevede una operazione di “Saldo e stralcio” per le persone in difficoltà: è previsto il versamento del 20 per cento del debito e il taglio del restante 80 per cento per quelle fino a 3 mila euro e il pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5% in sostituzione di sanzioni e interessi per quelle di importo superiore. Rispetto alle cartelle esattoriali di importo inferiore a mille euro, l’ipotesi è quella dello stralcio.  «L’obiettivo – spiega una fonte di Fratelli d’Italia al quotidiano Il Messaggero– non è una semplice riforma del sistema tributario ma l’apertura di una nuova era nei rapporti tra fisco e contribuenti, ispirata alla reciproca fiducia e al riequilibrio dei rapporti tra cittadini e Stato».

«L’Agenzia Entrate – ha detto recentemente Maurizio Leo, responsabile economico di Fratelli d’Italia – deve togliere di mezzo le cartelle inesigibili, perché lì non si potrà riscuotere niente e quindi bisognerà fare pulizia di quelle cartelle. Poi – ha proseguito Leo – abbiamo le cartelle di ammontare inferiore: se andiamo a mettere a raffronto queste cartelle da recuperare e il costo di recupero, il costo di recupero è superiore all’ammontare richiesto».