La macchina del funky

«Un partito scalabile con 21 mila euro»

antonio bassolino primarie pd napoli

Il video dei brogli alle primarie di Napoli non è riuscito soltanto nell’impresa di permettere ad Antonio Bassolino di fare la morale a qualcun altro sui voti comprati: Marco De Marco sul Corriere della Sera oggi aggiunge alcune riflessioni significative sullo stato del Partito Democratico a Napoli. «All’esterno dei seggi vengono riprese diverse persone, tra cui consiglieri comunali e municipali, pronti per fornire ai votanti il denaro necessario per esprimere la preferenza», si vedeva nel video. Sul Corriere si sostiene che ormai il partito sia scalabile con 21mila euro:

Il partito è diventato così un meccanismo perfetto, ma nel senso di perfettamente manovrabile, come può esserlo, insomma, quello di un orologio a cui puoi caricare la sveglia, rinviarla o, se ormai inutile, annullarla. Del resto, come è stato possibile indicare in anticipo quanti sarebbero stati quest’anno i votanti alle primarie? Si è detto che trentamila (cioè suppergiù il numero delle tessere moltiplicato, come prassi, per dieci) sarebbe stato un buon risultato. E guarda caso tanti sono stati. E come ha fatto Valeria Valente a stappare lo spumante e a dare l’annuncio della vittoria, con assoluta certezza, a scrutinio ancora in corso, e nonostante si sapesse del risicatissimo margine di vantaggio (452 voti, alla fine)? Mistero.
Un partito dove tutto è già scontato non esclude il voto d’opinione, ma certo è difficile che lo incoraggi. Ma per paradosso, un partito così perfettamente controllabile è anche un partito facilmente scalabile. Vuol dire questo. I tesserati, si è detto, oggi a Napoli sono 2.800, ogni tessera costa in media 15 euro. In linea teorica potrebbe bastare un investimento di 21 mila euro per garantire a chicchessia il controllo del 51% del partito. E cioè per rivendicare una adeguata rappresentanza negli organismi dirigenti, indicare le candidature nelle istituzioni , orientare le scelte politiche locali e condizionare quelle nazionali. Un film di fantapolitica? Certo. Eppure ne stiamo già vedendo i primi trailer.

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I voti contestati (Corriere della Sera, 9 marzo 2016)

Primarie PD Napoli: la camorra alle urne?

Su Repubblica, invece, tanto per gradire Bassolino sostiene che su alcuni voti c’è l’ombra della Camorra:

In un paio di casi, quelli dei seggi 45 e 46 (San Giovanni- via Tripaldi e Villa San Giovanni), «questi episodi – è scritto nel ricorso – vedono protagonisti in prima persona figure del Pd che ricoprono incarichi istituzionali»: e cioè il consigliere comunale Antonio Borriello e il capogruppo alla municipalità Gennaro Cierro, che hanno entrambi annunciato querela nei confronti di Fanpage. Ancora più grave l’accusa riferita al seggio 62 di Scampia dove, sostiene, «emergono chiaramente dal video modalità di controllo dell’ambiente antistante al seggio tipiche delle organizzazioni criminali in una zona dove notoriamente è elevata la presenza camorristica e il forte controllo del territorio da parte dei clan».
A Bassolino non sfugge che le consultazioni ai gazebo non rappresentano un appuntamento di carattere istituzionale. Ciò nonostante, ribadisce che quanto accaduto domenica e documentato da Fanpage ha influito sul regolare svolgimento della manifestazione. «Pur non essendo in presenza di elezioni vere e quindi normate dallo Stato – viene infatti argomentato nel ricorso – ma di primarie di partito, fare campagna elettorale fuori e in prossimità dei seggi e offrire soldi in cambio del voto è a prescindere un comportamento moralmente censurabile, in contrasto con lo spirito della competizione stessa delle primarie, che prevedono una partecipazione al voto libera e democratica da parte dei cittadini». La corsa di Bassolino il maratoneta, che sogna ancora di ritornare a Palazzo San Giacomo, non è ancora al capolinea.

Ma per fortuna che nel PD c’è una risorsa come Matteo Orfini:
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