Opinioni

Pokemon Go è un operazione segreta per spiarci!1

Grazie a Pokemon Go il NWO riuscirà ad avere accesso ad informazioni personali e otterrà foto delle nostre abitazioni. In futuro gli allenatori di Pokemon verranno usati come agenti segreti a loro insaputa e inviati in Corea del Nord alla ricerca di Snorlax. In Italia non ce ne siamo ancora accorti perché mancano tre giorni alla data fatidica, ma negli USA, dove il gioco Pokemon Go è disponibile da quasi una settimana hanno iniziato a fiorire già teorie del complotto sulla vera funzione del gioco sviluppato da Niantic e Nintendo. Il filone principale, come sempre quando si parla di tecnologia e soprattutto di realtà aumentata, riguarda il fatto che in realtà Pokemon Go non sia altro che una app creata dal governo e da agenzie governative dagli acronimi impronunciabili per creare un profilo degli utenti. Insomma, voi andate a caccia di Pokemon ma intanto Google e la CIA vengono a caccia di voi.
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Raccolta di dati e lo zampino della CIA

Il che se ci pensate è assurdo, cosa ma potrebbe voler sapere la CIA da vostro figlio di dieci anni che se ne va in giro per il quartiere alla ricerca di Snorlax? Non è molto chiaro. Ma dal momento che Pokemon Go è un gioco anche per i più grandi ecco che improvvisamente tutta l’operazione assume un contorno decisamente sinistro. A Gawker se ne sono accorti per primi e hanno compilato una lista delle più improbabili (e delle più probabili) teorie del complotto sui Pokemon. Alla base di tutte le teorie ci sono – come al solito – le autorizzazioni che l’utente deve concedere alla App: geolocalizzazione, fotocamera e Google Account. Il che ha perfettamente senso se ci pensate, visto che il gioco necessità di GPS e videocamera per creare l’ambiente della realtà aumentata. Ma l’account personale di Google a cosa serve? Secondo i più svegli è proprio tramite quell’account che Niantic (che è stata fondata da Google) vuole raccogliere i dati personali per poi cederli a Google stessa (che però teoricamente dovrebbe averli già) e al Governo, naturalmente. Come sempre in tutte le teorie del complotto che riguardano Google spunta fuori la CIA, ed anche in questo caso si è riusciti a rintracciare il rapporto tra Niantic e l’agenzia di sicurezza statunitense. In che modo? Niantic è stata creata da John Hanke il quale è stato a sua volta il fondatore di Keyhole nel 2004. Da qui il gioco è semplice, perché come sanno tutti i teorici delle cospirazioni Keyhole altro non era che la prima versione di Google Maps, ma non una versione qualsiasi: era infatti finanziata da un’azienda che si faceva chiamare Q-Tel. La quale non era altro che un’attività di copertura per la CIA. Se avete già sentito questa storia è perché generalmente viene utilizzata per “spiegare” che Google appartiene alla CIA. Di fatto è sufficiente trovare il modo di legare un’azienda a Google per dire che l’azienda lavora anche per la CIA.
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Ci siamo fin qui? Non dimenticate che secondo qualcuno i Simpson hanno predetto nel 2011 l’arrivo di Pokemon Go. La predizione dei Simpson è una delle prove che una teoria del complotto è vera. Ma la previsione dei Simpson è una balla. Peccato. Ma torniamo a noi, la CIA e Google Maps: tutti e due vogliono controllarci. Ma se le cose stanno così perché la CIA dovrebbe essere interessata alle nostre divagazioni alla ricerca dei Pokemon? In fondo per rendere operativa street view Google ha preferito usare macchine dotate di apparecchi fotografici e non le fotocamere degli smartphone degli utenti. Dimenticate però che la strada e i luoghi pubblici in generale sono solo una delle location dove si svolge il gioco. Altre, come ad esempio le abitazioni private, non sono immediatamente accessibili per Google. Ma grazie ai Pokemon lo saranno presto. Certo, questo significa che a Mountain View dovranno esaminare milioni di foto di Squirtle catturato sulla tazza del cesso, ma qui e lì potrebbero apparire informazioni più interessanti. Ad esempio qualcuno potrebbe riuscire a trovare il rarissimo Pokemon Matteo Messina Denaro. Ma c’è di peggio: l’agenzia o il NWO potrebbero piazzare dei Pokemon per attirare le persone all’interno di certe aree (o luoghi) in modo da poter avere immagini di prima mano di quello che succede all’interno. Piazzare un Pikachu all’interno del compound di Abbottabad avrebbe sicuramente accelerato le operazioni per eliminare Osama Bin Laden.
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Infine c’è un’ultima opzione: i Pokemon verranno usati per convertirci. A giudicare dal fatto che molte chiese sono state marchiate come Pokestop (ovvero location particolari dove fare acquisti per potenziare il livello dei propri Pokemon) non è che qualcuno molto in alto stia cercando di usare i mostriciattoli per avvicinare i bambini alla religione?