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Podemos vince a Barcellona

Ada Colau è il nuovo sindaco di Bercellona, segnando, dopo l’insediamento a Madrid di Manuela Carmena, l’arrivo degli “indignati” alla guida delle due principali città della Spagna. Icona della lotta contro gli sfratti, Colau, 41 anni, è la prima donna a guidare Barcellona, città che conta 1,6 milione di abitanti, dopo aver conquistato 21 voti contro i 10 del sindaco uscente Xavier Trias. I suoi sostenitori hanno accolto il risultato scandendo “Si se puede” (Sì, è possibile), il grido di battaglia del movimento degli indignati, nato dalla crisi occupazionale creata dalla bolla immobiiare del 2008 e dalla corruzione. “Grazie tante alla società civile per aver reso possibile l’impossibile”, ha risposto il nuovo primo cittadino, visibilmente emozionata. Cofondatrice dell’associazione PAH, impegnata nella lotta agli sfratti delle famiglie indebitate, Colau, sostenuta dal partito anti-liberista Podemos, è stata eletta sindaco con i voti degli independentisti dell’Erc e dei socialisti, che le assicurano la maggioranza assoluta. Anche un eletto del piccolo partito anti-liberista Cup si è impegnato a sostenerla. Il neosindaco ha promesso un piano contro le disuguaglianze, che fermi gli sfratti, riduca i prezzi dell’energia e conceda un reddito minimo di 600 euro. Come Carmena a Madrid, Colau ha promesso anche di portare il proprio stipendio a 2.200 euro al mese, contro i 140.000 euro annui percepiti dal sindaco uscente