Economia

L'ISTAT e i segnali di peggioramento dell'economia italiana

Nell’ultima nota mensile l’Istat spiega che «l’indicatore anticipatore dell’economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell’economia italiana».  La domanda interna, spiega oggi il Corriere della Sera, sembra aver esaurito la sua debole spinta, gli investimenti sono fermi, come i consumi delle famiglie, mentre nel comparto produttivo si registra una caduta del valore aggiunto.

Per di più, peggiora il clima di fiducia sia tra le imprese, sceso sotto quota 100 per la prima volta dal febbraio 2015, che tra i consumatori, dove è diminuita di ben 9 punti da gennaio a oggi. Anche l’occupazione, a luglio, ha segnato una battuta d’arresto dopo quattro mesi di crescita. «L’indicatore anticipatore dell’economia — conclude l’Istat — rimane negativo a luglio suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell’economia italiana». L’impatto della crescita minore del previsto (il governo contava per quest’anno su un aumento del Pil dell’1%) potrebbe avere conseguenze sia sui conti di quest’anno, che del prossimo. L’obiettivo di invertire la tendenza del rapporto tra il debito e il Pil, che nel 2016 dovrebbe diminuire dal 132,6 al 132,4%, considerato cruciale anche dalla Ue, diventa più difficile da raggiungere, anche se il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha ribadito l’impegno nel fine settimana.

 

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Il PIL dell’Italia a confronto con quello di altri paesi (Corriere della Sera, 6 settembre 2016)

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