La macchina del funky

Perché Roberta Lombardi è nello staff di Virginia Raggi

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Annalisa Cuzzocrea su Repubblica di oggi ci racconta i retroscena sullo staff che «affiancherà» Virginia Raggi, secondo quanto annunciato dalla stessa candidata sindaca di Roma ieri. Dietro, spiega Repubblica, ci sarebbe una sfiducia generalizzata da parte dei vertici del MoVimento nei confronti della candidata:

Ha difeso in modo fermo la candidata, il vicepresidente della Camera. E in chiave interna, l’ingresso in squadra della deputata Roberta Lombardi – rimasta ai margini della campagna elettorale dopo scontri molto duri – è visto dagli attivisti come una “pax” tesa a rafforzare la campagna elettorale. Il problema è che a indebolirla era stata proprio Virginia Raggi. Perché prima dell’uscita sullo staff – vissuta malissimo nel quartier generale della Casaleggio Associati – c’era stata quella sugli avvisi di garanzia: «Attenzione che non li usino contro di noi come manganelli», aveva detto a caldo, in diretta tv.
«Se non la controlli le esce fuori il riflesso condizionato dello studio Previti», commentava sarcastico un parlamentare poco convinto del suo appeal, facendo riferimento al praticantato (nascosto nel curriculum) nello studio dell’ex avvocato di Silvio Berlusconi. Così, l’astro Virginia si è indebolito. Avrebbe volentieri fatto a meno di Roberta Lombardi – le liti su WhatsApp e a viso aperto hanno tenuto banco nei conciliaboli di Montecitorio per settimane – ma non può. La deputata è definita da chi lavora nel Movimento su Roma «una macchina da guerra. Conosce tutti e Virginia ne ha bisogno».

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Virginia Raggi, la candidata M5s a sindaco di Roma (S), con Roberta Lombardi durante una iniziativa al Tufello, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Nel frattempo si attende la presentazione della giunta:

Come ha bisogno dell’ex candidato sindaco Marcello De Vito, con cui si era instaurata una rivalità ora sanata, tanto che per lui si sta pensando alla carica di presidente del Consiglio comunale. Un altro ex consigliere – Daniele Frongia – dovrebbe invece avere un posto di assessore. La presentazione di una parte della giunta è questione di giorni. Parecchio in ritardo, se si pensa che la candidata di Torino, Chiara Appendino, l’ha presentata da oltre un mese. «Roma viene da una situazione pesante, è un caso a sé», dice il deputato Ivan Della Valle. Ma è un fatto che a Torino non ci siano codici etici con multe o staff di supervisori. Lì si chiude la campagna elettorale domenica prossima insieme ai parlamentari e a Luigi Di Maio, in piazza San Carlo. Per Virginia, il 3 giugno, sbarcherà a Roma Beppe Grillo.