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Perché Cristiano Ronaldo non è stato un affare per la Juve (finora)

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Cristiano Ronaldo finora non è stato quel grande affare che la Juventus immaginava. Il primo anno in bianconero del calciatore più forte del mondo ha portato sì buoni risultati ma soltanto in alcuni ambiti. Racconta Emanuele Gamba su Repubblica:

Al momento, si sa al dettaglio quanto abbia reso al botteghino: grazie al sensibile aumento dei prezzi, i bianconeri hanno incassato 13 milioni 794 mila euro in più (quasi 69 rispetto a poco più di 55) nonostante tre partite casalinghe, tutte di Coppa Italia, in meno: mal contati, sarebbero stati altri 4 milioni.

Per paradosso, o più probabilmente proprio per via dei costi alle stelle, il numero di spettatori è calato, perlomeno in campionato e seppur impercettibilmente, con 1.274 biglietti venduti in meno nelle 19 partite di A. Ma anche in trasferta non c’è stato il boom: nel 2017/18 11 squadre avevano fatto il record stagionale di spettatori contro la Juve, quest’anno solo 10. È andata meglio in Champions, dove sono stati recuperati circa 11 mila spettatori.

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Ma è a livello tecnico che l’innesto di Ronaldo non ha funzionato secondo gli auspici:

È un dato di fatto che Cristiano, 43 presenze e 28 reti, non segnasse così poco dal 2008/09, la sua ultima stagione a Manchester, quando non faceva ancora l’attaccante puro. Nel suoi nove anni al Real, CR7 è rimasto sotto quota 40 una sola volta, nel suo campionato d’esordio, quando giocò solo 35 partite con 33 gol, mentre nelle sue stagioni migliori ha segnato praticamente il doppio di quanto abbia fatto alla Juve, con il picco (61) del 2014/15. Era dal 2005/06, quando non era ancora un titolare fisso nello United, che il portoghese non restava giù dal podio della classifica cannonieri, che qui da noi ha lasciato a Quagliarella, Zapata a Piatek.

In quanto alle reti su azione, anche Milik ne ha fatte di più. E Pavoletti lo eguaglia. Ma in generale, sono i parametri di squadra a essere peggiorati: i bianconeri hanno fatto meglio solamente in Supercoppa, tornando a vincerla dopo due sconfitte, ma hanno conosciuto l’unica eliminazione dalla Coppa Italia e la peggior Champions dell’era Allegri. Persino in campionato c’è stata una regressione: sono diminuiti sia i punti (da 95 a 90) sia i gol segnati (da 86 a 70). Era anzi dal 2015 che la Juve non aveva una classifica peggiore, mentre per contare meno gol bisogna risalire al 2011/12, quando con la coppia Matri-Vucinic (Del Piero prima riserva) arrivarono 68 reti, due in meno della Juve ronaldiana.

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