La macchina del funky

«PD, no a patti con Alfano alle elezioni politiche»

matteo orfini andrea casu

Hai un bel daffare a dire che per il Partito Democratico l’alleanza con Alternativa Popolare su Fabrizio Micari in Sicilia sarà l’apripista per quella con Angelino Alfano alle elezioni politiche. Sul più bello infatti arriva Matteo Orfini che in un’intervista rilasciata a Mauro Favale su Repubblica sostiene che non ci sarà alcuna alleanza con gli eredi di NCD alle urne:

Quindi alle Politiche ognuno per sé?
«Ciascuno si misurerà con le proprie forze e poi le alleanze si costruiranno il giorno dopo, in base ai risultati. E se un elettore di centrosinistra vuole avere garanzie che non ci sia il rischio di larghe intese o di maggioranze spurie ha un solo modo: votare il Pd e aiutarlo a raggiungere il premio di maggioranza».
Puntate da soli al 40%?
«Quello è il bacino potenziale che il Pd ha dimostrato di poter raccogliere quando sa essere aperto e inclusivo. In questi mesi dobbiamo costruire le condizioni per avvicinarci a quel risultato».
Altrimenti?
«Altrimenti proveremo a costruire una maggioranza con forze omogenee».
Non è detto che basti: sicuro che poi non si arrivi a un governissimo?
«Trovo assurdo parlarne ora. Questo è un pezzo del nostro dibattito interno ma adesso dobbiamo provare a vincere le elezioni da soli. Se non ci riusciremo affronteremo insieme questa discussione. Ma io non rinuncio all’obiettivo».
E in Sicilia, invece?
«Anche in Sicilia vogliamo vincere. Per questo stiamo cercando di costruire la coalizione più larga possibile».
Attorno a Fabrizio Micari? Il rettore si aspetta un esplicito appoggio di Matteo Renzi.
«Siamo tutti impegnati a sostenerlo. Attorno a Micari abbiamo il dovere di presentare una coalizione larga, su uno schema che le forze di sinistra ci avevano chiesto dopo la vittoria di Leoluca Orlando a Palermo».


Orfini rilancia anche sullo ius soli, anche se non si capisce come potrebbe farselo votare da Alfano senza il ricatto della coalizione alle politiche:

I sondaggi, però, vi vedono molto indietro rispetto a centrodestra e M5S.
«I sondaggi dicono che se c’è la coalizione siamo in partita».
Una sconfitta in Sicilia può mettere in discussione la linea di Renzi?
«Renzi ha vinto le primarie. Si va avanti con questo assetto».
Passando al governo, dopo l’approvazione della manovra la legislatura si considererà conclusa o c’è spazio per fare anche altro? Lo ius soli?
«Lo ius soli va fatto. Ci siamo assunti un impegno, dovevamo farlo prima dell’estate. Gentiloni ha chiesto di aspettare l’autunno. Ora l’autunno è quasi arrivato e dobbiamo trovare il modo per approvarlo. Poi, dopo la manovra bisognerà provare con la legge elettorale. Ma se non ci fossero le condizioni per modificarla non so quanto senso avrebbe andare avanti».

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