Politica

Come il PD vorrebbe togliersi l’imbarazzo di governare con la Lega

Durante il secondo giro di consultazioni Zingaretti presenterà un documento che metterà in seria difficoltà la sintesi politica tra Carroccio e Dem. SuperMario riuscirà a venirne a capo?

Nicola Zingaretti

“É una novità, ho detto che Salvini ha dato ragione al Pd, tutti possono riconoscere che l’idea di superare i problemi distruggendo l’Europa era un’idea fallimentare. Ora si apre una fase nuova”, ha spiegato ieri il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti da Lucia Annunziata: “Stiamo vivendo un nuovo periodo dopo la pandemia, i pilastri del sovranismo sono caduti in tutto il mondo, è stato sconfitto Donald Trump, punto di riferimento del sovranismo mondiale. Si è dimostrato che il mondo davanti alla pandemia deve collaborare. Ho percepito la crisi di un modello politico, siamo alla vigilia di un riposizionamento politico. Noi siamo il punto di riferimento di questa ricostruzione a cui crediamo”. Sembra che il PD abbia digerito l’ingresso della Lega nel governo Draghi. Eppure, racconta Repubblica, durante il secondo giro di consultazioni Zingaretti presenterà un documento che metterà in seria difficoltà la sintesi politica tra Carroccio e Dem. SuperMario riuscirà a venirne a capo?

Nel frattempo però al Nazareno stanno buttando giù un documento sul programma, da trasmettere al presidente incaricato, che è l’antitesi dei principi leghisti. Fra i punti salienti, le politiche sull’immigrazione (proseguire sulla strada avviata con l’abolizione dei decreti Salvini, superamento della Bossi-Fini e riattivazione degli Sprar per migliorare la rete dell’accoglienza); la riforma fiscale in senso progressivo (esatto contrario della flat tax); riforma delle politiche attive del lavoro attraverso una radicale riforma degli ammortizzatori sociali e del Reddito di cittadinanza. Un lavoro che si affianca al filo diretto tenuto con M5S e Leu per studiare insieme le risposte da dare a Draghi quando, entro domani, formalizzerà la sua proposta di governo.

Non è un caso che il segretario del PD abbia lanciato un avvertimento sui pericoli nascosti dietro l’apparente tranquillità di una maggioranza allargata: “Non è detto che l’aumento dei numeri e dell’eterogeneità del governo corrisponda ad una sua maggiore stabilità. Quello che può essere rischioso è nella credibilità della maggioranza. Il problema non è per il Pd, ma per la credibilità dell’operazione politica, che dia in tre mesi un segnale di svolta anche votando in Parlamento”