La macchina del funky

La grossa fregatura che il Rosatellum potrebbe riservare al PD

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Il PD potrebbe aver sbagliato i conti sul Rosatellum. Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera racconta oggi che l’ambizione del Partito Democratico di avere il gruppo parlamentare numeroso grazie al meccanismo che consente alla coalizione di “inglobare” i voti degli alleati nel caso che questi non raggiungano il 3% potrebbe finire improvvisamente frustrata. Nel Rosatellum c’è infatti anche un’altra regola: questo meccanismo parte soltanto se il partito in oggetto raggiunge l’1% dei voti. E i sondaggi dicono che il rischio è che gli alleati del PD non raggiungano nemmeno questa cifra:

Insieme, la lista di Giulio Santagata, Riccardo Nencini e Angelo Bonelli è inesorabilmente inchiodata sotto l’1 in tutte le rilevazioni. Le più generose le attribuiscono lo 0,8. Il che significa che, per il Rosatellum, quei voti andranno dispersi. Ma al Nazareno si aspettavano uno scenario del genere. Quello che invece non avevano preventivato è che anche Civica popolare di Lorenzin e Casini rischia di non arrivare alla soglia dell’1 per cento.

I sondaggi più magnanimi la danno all’1,3. C’è quindi una forte percentuale di rischio. Per questa ragione è stato «mobilitato» anche Paolo Gentiloni. Il premier continua a godere della fiducia degli italiani (il 45 per cento degli elettori) benché da quando sia sceso in campo questo consenso sia diminuito. Perciò il presidente del Consiglio sarà domani alla manifestazione indetta a Roma dalla ministra della Sanità per presentare i candidati di Civica popolare. «Paolo si sta spendendo per la coalizione, poi nelle ultime due settimane si dedicherà al Pd», spiegano al Nazareno.

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La situazione è quindi questa: ed è ulteriormente complicata dai risultati di Emma Bonino:

Del resto, il premier, la settimana scorsa, aveva fatto una comparsata analoga all’iniziativa di Emma Bonino e +Europa (proprio ieri il New York Times le ha dedicato un articolo dal titolo: «Ha conquistato i cuori degli italiani. Ma può conquistare i loro voti?»). Ma anche questa lista dà dei grattacapi alPartitodemocratico, benché tutti si rifiutino di dirlo ufficialmente. Infatti potrebbe superare il 3 per cento(attualmente è data intorno all 2,8). E in questo caso eleggerebbe parlamentari nel proporzionale senza «regalare» i propri voti al Partito democratico.  E questo farebbe definitivamente tramontare il sogno renziano del Pd gruppo parlamentare più numeroso.

I piani del PD renziano erano di riuscire ad avere il gruppo parlamentare più numeroso per giocare una partita di fino durante la formazione del prossimo governo, puntando alle larghe intese con Forza Italia. Il rischio concreto adesso è di rimanere a guardare.