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Passano mozioni su scioglimento di Forza Nuova con l'astensione incrociata di centrosinistra e centrodestra

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L’aula della Camera ha approvato con 225 voti la mozione di centrosinistra sulle “iniziative volte a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista” sulle quali il governo si era rimesso all’aula. Da registrare è l’astensione dei gruppi di centrosinistra sulla mozione di centrodestra e la reciproca astensione dell’altro lato dell’emiciclo rispetto alla mozione presentata a prima firma Serrachiani.

Il primo provvedimento a passare è a firma Serracchiani, Davide Crippa, Boschi, Fornaro e Muroni e l’altra mozione passata del centrodestra ha incassato 193 voti ed è a firma Molinari, Occhiuto, Lollobrigida, Marin e Lupi. L’aula ha poi respinto la mozione a firma del deputato Cabras ed altri sulla quale il governo aveva dato parere negativo.

Passano mozioni su scioglimento di Forza Nuova con l’astensione incrociata di centrosinistra e centrodestra

Sulla votazione del pomeriggio è intervenuto anche Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana “Ho già avuto modo di motivare nell’Aula di Montecitorio il mio voto favorevole alla mozione che peraltro ho sottoscritto per lo scioglimento di Forza Nuova e delle organizzazioni neofasciste presenti nel nostro Paese”.

“Ho votato contro la mozione del centrodestra e le altre mozioni presentate perché hanno un limite che a me pare grave in questa situazione, di fare quello che non bisognerebbe fare – continua Fratoianni -. Cioè quello di tentare di buttare in caciara. Di fronte ad episodi come quelli che abbiamo visto bisognerebbe sempre evitarlo”.

La discussione, dopo l’ammorbidimento sui provvedimenti della giornata di ieri, era cominciato questa mattinata. Il Pd aveva chiesto alla Camera una sospensione della discussione generale delle mozioni per “dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista”. Lo aveva spiegato la capogruppo dem, Deborah Serracchiani, per arrivare ad un testo che fosse “più possibile condiviso” dall’aula e dunque da tutte le forze di sinistra.